Pierluigi Masini Bologna si accende. Dopo Milano, con il supersalone di poche settimane fa, ora il Cersaie fa respirare quell’aria di normalità che per troppo tempo la pandemia ha negato. In nome della ceramica, una delle eccellenze del made in Italy nel mondo, e in nome della sicurezza. Perché questa fiera internazionale è il punto di riferimento obbligato del settore, e sono qui gli architetti di interior design e i...

Pierluigi

Masini

Bologna si accende. Dopo Milano, con il supersalone di poche settimane fa, ora il Cersaie fa respirare quell’aria di normalità che per troppo tempo la pandemia ha negato. In nome della ceramica, una delle eccellenze del made in Italy nel mondo, e in nome della sicurezza. Perché questa fiera internazionale è il punto di riferimento obbligato del settore, e sono qui gli architetti di interior design e i buyer per verificare le tendenze e le novità che in due anni si sono accumulate sui binari della tecnologia e della bellezza insieme.

La ceramica resta un tema legato al costruire, certo. Ma in questi ultimi anni ha conquistato di diritto il suo posto nel mondo del progetto e di un design “total look“ che tanto piace: si vende l’intero ambiente, dai rivestimenti al divano all’illuminazione, perché l’insieme dei singoli prodotti crea un valore superiore, in termini di impatto emotivo prima e di portafogli poi. Un esempio è la mossa intelligente degli organizzatori del Cersaie di guardare al mondo Contract nella sua interezza, invitando qui dieci studi di architettura rinomati e dieci aziende d’eccellenza che fabbricano divani, sedie, cucine, lampade. Quando si va alla conquista dei mercati internazionali, la lezione che abbiamo imparato è che si devono unire le forze, chi disegna il building è alleato di chi lo costruisce e di chi lo arreda.

Questo settore, che ha la sua centrale operativa in un fazzoletto di comuni sparsi tra le province di Modena e Reggio Emilia, è un condensato di ricerca e di sfide: sono nate qui le grandi lastre, oltre tre metri di lunghezza per sei millimetri di spessore, e non sono ancora capaci di farle così bene altrove. É una questione di tecnologia e di cuore, unita all’abilità di saper disegnare superfici di marmi e pietre più belle che in natura, evitando il saccheggio del pianeta. É un settore in continua trasformazione che ora affronta a testa alta la sfida della salubrità e della sostenibilità, con investimenti massicci nella produzione. Per questo entrare al Cersaie da spettatori significa anche imparare ad essere orgogliosi della nostra grande manifattura.