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25 mag 2022

"La collaborazione per noi è fondamentale"

Due giovani vignaioli dei Colli bolognesi. Fedrizzi: "Punto sul biologico". Abbondi: "Nonno Pietro, 93 anni, segue il mio lavoro"

25 mag 2022
Da sinistra, Alessandro Fedrizzi e Simone Abbondi mostrano i vini di loro produzione
Da sinistra, Alessandro Fedrizzi e Simone Abbondi mostrano i vini di loro produzione
Da sinistra, Alessandro Fedrizzi e Simone Abbondi mostrano i vini di loro produzione
Da sinistra, Alessandro Fedrizzi e Simone Abbondi mostrano i vini di loro produzione
Da sinistra, Alessandro Fedrizzi e Simone Abbondi mostrano i vini di loro produzione
Da sinistra, Alessandro Fedrizzi e Simone Abbondi mostrano i vini di loro produzione

Storia di due giovani vignaioli dei Colli Bolognesi, Alessandro Fedrizzi e Simone Abbondi, che puntano al raggiungimento dei loro obiettivi anche attraverso la collaborazione.

"Ho appena compiuto 29 anni e sono il titolare dell’azienda Podere Casa Piana: dal 2019 sto gestendo un’azienda familiare nata tre generazioni fa sulle colline bolognesi in località Pignoletto di Monteveglio. Di strada davanti ne ho ancora tanta, però procedo sotto la visione di nonno Pietro, che ha 93 anni, e mi osserva sempre mentre faccio le varie operazioni in vigneto e in cantina". Simone si presenta in anteprima ai visitatori di Cantine Aperte. "Fin da piccolo il legame con la natura è stato forte e durante le estati venivo ad aiutare il nonno nei lavori del vigneto e così, dopo gli studi fatti nel mondo agricolo, porto avanti i valori e le tradizioni del territorio con una visione sempre più naturale e rispettosa dell’ambiente, ma allo stesso tempo innovativa con il mondo che ci circonda. La soddisfazione più grande? Quando un cliente dice ’mi piace questo vino perché lo sento genuino e fatto con passione’ – risponde Simone –. Questo per me è come un premio ricevuto". Adesso è tempo di pensare a Cantine Aperte: "Faremo degustazioni nel vigneto, con tutta la gamma dei vini, dai frizzanti ai fermi, passando dai rifermentati in bottiglia ai rosati e infine al rosso", precisa Simone. Poi il vignaiolo parla dei benefici del lavoro in collaborazione. "Con Alessandro ci siamo conosciuti ai corsi universitari di Agraria adesso collaboriamo nei lavori nei vigneti: è una strada che porta grandi vantaggi alle aziende come le nostre".

Alessandro Fedrizzi, 28 anni, ripercorre i primi passi dell’attività: "Ho iniziato a 13 anni le prime prove di vinificazione a casa – ricorda sorridendo – e da allora sono andato avanti. Con Simone si è instaurato un rapporto di sostegno reciproco nella gestione dei vigneti".

Spazio ai ricordi: "Sono partito in questa avventura colpito dai profumi del mosto in fermentazione, provenienti dalla cantina del mio vicino, poi è diventata una passione e, dal 2014, il mio lavoro. Con l’aiuto dei miei genitori, ho creato l’azienda che porta il nome di Azienda Agricola Alessandro Fedrizzi. Ho iniziato prendendo in affitto un ettaro di vigneto – sottolinea Alessandro –, in stato di quasi abbandono, e l’ho reso produttivo. Vendemmia dopo vendemmia, ho trasferito la produzione di vino da una piccola cantina a Zola Predosa a una più consona per spazi produttivi e logistica, ai margini del borgo medioevale di Castello di Serravalle Valsamoggia. Nel corso della presentazione della Guida Slow Wine, nel 2018, ho ricevuto il premio speciale ’Miglior giovane vignaiolo d’Italia 2019’".

E ora uno sguardo sul futuro: "Da settembre tutti i miei vigneti sono in conversione biologica. Il presente è fatto di un lavoro costante di miglioramento sulla produzione del Pignoletto rifermentato in bottiglia, prodotto di punta dell’azienda. La Barbera, che vinifico in tre versioni, ferma, frizzante e riserva, mi ha portato ad avere diversi riconoscimenti da Guide del settore, Ho una passione per il metodo classico, attraverso la produzione limitata, di spumante ottenuto da uve Chardonnay. Da venerdì sera – conclude Fedrizzi – saremo pronti ad accogliere i nostri ospiti, per degustare i vini e passeggiare fra i vigneti".

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