Dondolo (1968)
Dondolo (1968)

C’è il back to school (non parliamone, please…) e il Back to Exhibitions! Finalmente una nuova, calda, promettente infornata di suggestioni di arte e design pronte ad accogliere il visitatore. Allestimenti ancora freschi di vernice, biglietterie pronte a staccare ticket, vernici e un po’ di consueti blabla e facce da social. Veniamo ai contenuti.

Voglio entrare subito nel merito con una mostra da non perdere e un personaggio tutto da scoprire. Per capire chi è _ e come è stato possibile per lui rimanere per decenni invisibile al grande pubblico (ma conosciuto e stimato dagli addetti ai lavori) _ vorrei partire con la frase consegnata nel 2008 da Ron Arad, designer israeliano tra i più celebrati in questi anni, al giornalista dell’Indipendent. La domanda era: “Esiste la sedia perfetta? E qual è?”. Cioè, una fucilata a pallettoni in piccionaia.

 

Sentite, leggete, fatevi un’idea di cosa risponde Ron Arad. Via con le virgolette: “Ribbon chair, Cesare Leonardi. È la sedia che tutti notano quando vengono a casa mia e mi fanno i complimenti. In realtà è l’unico pezzo che non ho disegnato io. Quando c’è un’idea così forte, un nastro continuo, è il design che è al servizio dell’idea e non il contrario». Basterebbe questo a far scattare encomi, applausi, soldi all’Archivio che porta il suo nome e che non può permettersi neanche uno stagista per riordinare l’immensa mole del suo lavoro. E invece succede che solo venerdì prossimo a Modena, nell’anno di grazia 2017 con Leonardi che ha già inanellato la sua 82.a primavera, finalmente si riesca a mettere in mostra la sua poliedrica figura di architetto e designer, ma anche di fotografo e di illustratore di alberi. Però, visto che di natura siamo per il bicchiere mezzo pieno (di lambrusco magari, in suo onore), diciamo: bene, era ora, andiamo a visitare la mostra di Cesare leonardi.

Ci hanno pensato Andrea Cavani e Giulio Orsini (onore al merito, anni di lavoro a spiegare perché è importante la sua ricerca). Sono loro i curatori della mostra. Loro che animano, con un manipolo di architetti modenesi, l’Archivio Architetto Cesare Leonardi.

Ha studiato a Firenze architettura, allievo di Adalberto Libera, Leonardo Ricci e Leonardo Savioli, a cominciare dal ’56. Poi ha frequentato quel milieu concettual-rivoluzionario degli artisti della sua generazione, da Luigi Ghirri a Franco Vaccari, da Franco Fontana a Claudio Parmiggiani. Ha fondato con Franca Stagi (1937-2008) un duo strepitoso nel campo dell’architettura e del design fondando lo studio nel ’63 e tenendolo insieme fino all’84.

Ma dicevamo della sedia “Nastro”, che nasce da una striscia di carta continua che Leonardi gira e rigira tra le mani fino a capire che quella forma essenziale ed essenzialmente bella, unica, semplice e perfetta, è una sedia. Questo succede nel ’57, ovvero proprio 60 anni fa. Ma per trovare il vetroresina per realizzarla impiega qualche anno. Nell’intervista che gli feci lo scorso anno per “Il Piacere della Lettura”, inserto settimanale di cultura del Quotidiano Nazionale, raccontava che ci mette quattro anni per riuscire a produrla perché quando va a bussare alla porta della Knoll a Milano gli dicono che sì, la sedia è bella, la vorrebbero produrre ma non sanno in che materiale. Era troppo avanti Leonardi, quel foglio che rigirava tra le mani ascoltando una lezione sulla resistenza per forma, una sorta di resilienza dei materiali, non trovava modo di potersi realizzare. Finché ne parla a un suo amico che aveva un’officina dietro casa sua che lavorava la vetroresina. E così, insieme a un bravissimo artigiano e tanta cocciutaggine, fanno un modello che riesce a sostenere il peso di una persona. E ne realizzano in tutto poche, una a settimana, perché era un lavoraccio e lui era fuori dal giro milanese del design, era uno di Modena…

Una storia pazzesca. Che Leonardi e la Stagi, questa volta insieme, replicano nel ‘68 con il Dondolo, ovvero un’altra forma semplice e disarmante che Emilio Ambasz fa diventare a tutta pagina un’icona della sua mostra del ’72 al MoMA di New York, “Italy: a new domestic landscape”. La Nastro e il Dondolo li trovate in mostra a Modena da venerdì, il resto ve lo racconto dopo che l’ho visitata.

Cesare Leonardi

L'Architettura della vita

Dal 15 settembre al 4 febbraio 2018

Modena, Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini. A cura di Andrea Cavani e Giulio Orsini, la mostra è organizzata e prodotta dalla Galleria Civica di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Archivio Architetto Cesare Leonardi.