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Un 2022 all’insegna del turismo di prossimità, legato al wellness e sempre più sostenibile

Risultati / I trend per l’anno desunti da un’analisi dell’Ey Future Travel Behaviours, secondo cui il viaggiare green sarà protagonista dei prossimi mesi

Eco-sostenibilità: il must have di strutture, destinazioni e trasporti
Eco-sostenibilità: il must have di strutture, destinazioni e trasporti

L’emergenza sanitaria degli ultimi anni ha colpito duramente diversi fattori, tra cui molto penalizzati sono stati i comparti inerenti viaggi e turismo, dove si sono modificate anche le abitudini dei viaggiatori, compresa la scelta delle destinazioni. L’osservatorio Ey Future Travel Behaviours ha svolto un’interessante analisi, su un campione di oltre 1000 soggetti, per capire in quale direzione stia andando il turismo post-pandemia, individuando i principali trend nel settore turistico per l’anno in corso. Un anno in cui la parola “ripartenza” avrà davvero un senso non solo figurato (come si era già potuto vedere nel 2021, dove oltre l’80% della popolazione ha compiuto un viaggio turistico); secondo l’osservatorio, infatti, il 60% degli italiani si dichiara intenzionato a compiere viaggi come in periodo pre-pandemia, con 1 persona su 4 che intende aumentare il numero dei viaggi che andrà a fare nel corso dell’anno. Se riprendono i viaggi, però, cambiano le modalità e le destinazioni turistiche; gli ultimi anni, infatti, hanno molto inciso sulle abitudini delle persone e sui bisogni. La salute, ad esempio, diventa prioritaria anche nei viaggi: l’adozione di misure adeguate alla sicurezza sanitaria (sia nelle strutture che sui mezzi di trasporto) e la flessibilità anche economica del viaggio (compreso il potersi avvalere di un sistema agile di disdette e prenotazioni conseguenti all’insorgere di situazioni sanitarie impreviste) sono adesso essenziali, così come sono preferite vacanze all’aria aperta dove poter conciliare relax e sport. Il turismo di prossimità (diretta derivazione dei lockdown territoriali cui siamo stati sottoposti fino a non molto tempo fa) sarà tra le principali scelte, soprattutto se combinato a due fattori (anch’essi conseguenza della pandemia) che diventano protagonisti per il 2022: il wellness e l’eco-sostenibilità. Relax e divertimento, dunque, ma anche una forte attenzione all’ambiente, col 74% dei viaggiatori che faranno scelte green, a partire dal mezzo di trasporto (il 42% del campione dichiara che sceglierà la destinazione sulla base dell’impatto ambientale del mezzo di trasporto e 2/3 degli intervistati è disposto a pagare un sovrapprezzo per garantire la compensazione delle emissioni di C02 dei propri viaggi a medio e lungo raggio). Secondo il rapporto “Italiani, turismo sostenibile ed ecoturismo” di Fondazione UniVerdeItaliani, inoltre, il 74% degli italiani ritiene il turismo sostenibile il più sicuro nella fase post-Covid, mentre il 71% lo ritiene più etico e vicino alla natura. Ma non solo; alloggio ed esperienze da fare in loco, se green, sono discriminanti per la scelta della meta del viaggio, andando a premiare chi, nell’ambito turistico, sostiene iniziative sostenibili. Un turismo green è, dunque, ciò che vogliono i viaggiatori: strutture eco-friendly dove potere avere a disposizione, ad esempio, delle biciclette e dove poter mettere in atto la propria digital detox (disintossicazione dalla digitalizzazione).

Anche il lusso diventa eco: lo dimostrano i campeggi glamping
Novità / Case sull’albero, tende a 5 stelle e bolle trasparenti glamour
Nasce dalla crasi delle parole glamour e camping l’esperienza più in voga da qualche anno, capace di coniugare le attività di campeggio al lusso: il glamping. Fare una vacanza outdoor non equivale più, dunque, anche a sacrificare la comodità; per rispondere a questa nuova esigenza dei viaggiatori, infatti, negli ultimi anni sono nate strutture eco-friendly sempre più particolari, green e dotate di ogni confort. Tende a 5 stelle, dunque, ma anche case sull’albero e bolle trasparenti per poter dormire sotto le stelle con letti comodi, armadi, bagni in stanza, biancheria pregiata ed energia elettrica. Chiamato anche boutique camping, posh camping o comfy camping, il glamping può declinarsi in alloggi come yurte, tende Tee Pee equipaggiate, Safari Tent e PodTM (parzialmente o totalmente in legno), roulotte e/o rimorchi vintage, tent cabin e bubble room. Poter stare all’aria aperta, con più spazio a disposizione e lontano dalle aree residenziali, sono alcune delle ragioni per scegliere il glamping, che ha inoltre dimostrato d’avere un impatto ambientale molto inferiore rispetto ad altri tipi di strutture ricettive e con impronte di carbonio molto più basse rispetto ai soggiorni in hotel (si viaggia per lo più in auto); l’uso di energia rinnovabile e di livelli di riciclo e una mentalità slow food&travel che promuove prodotti locali e attività a basso impatto completano il quadro.

Restauro, riqualificazione energetica e sismica: gli incentivi del Bonus 80%
Richieste / Devono pervenire entro il 31/3 sulla piattaforma di Invitalia
Il Ministero del Turismo a dicembre 2021 ha indetto un bando da 500 milioni di euro per l’erogazione di contributi e crediti d’imposta a favore delle imprese turistiche che riqualifichino le proprie strutture attraverso l’efficientamento energetico, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la riqualificazione antisismica, la realizzazione di piscine termali, la digitalizzazione, il restauro e la ristrutturazione edilizia. Da fine febbraio sul sito di Invitalia è possibile per le imprese turistiche inviare le richieste per il credito d’imposta previsto dal bando (denominato Bonus 80%) entro il 31 marzo; a decretare l’erogazione degli incentivi sarà l’ordine cronologico di presentazione delle domande e il possesso dei requisiti d’accesso all’agevolazione, con pubblicazione online, entro fine maggio, dell’elenco dei beneficiari da parte del Ministero del Turismo. Oggetto del bonus sono gli interventi realizzati dal 7 novembre 2021 al 3 dicembre 2024, a condizione che i relativi costi siano stati sostenuti dal 7 novembre 2021. Gli stessi beneficiari, inoltre, potranno usufruire anche del contributo a fondo perduto non superiore al 50 % dei costi sostenuti per gli interventi sempre nel periodo di tempo suddetto, per un importo massimo di 40mila euro, elevabile di 30 mila in caso di interventi di digitalizzazione, di 20 mila se le imprese sono gestite da giovani e donne e di ulteriori 10 mila euro per interventi in Abruzzo e Sud Italia (isole comprese). Contributo a fondo perduto e credito d’imposta, infine, sono cumulabili, a patto che l’importo totale non superi la spesa complessivamente ammissibile per gli interventi, ma sono incompatibili con altre agevolazioni e sostegni economici pubblici concessi per le stesse opere. Il credito d’imposta può essere usato solo tramite compensazione con F24 e il contributo a fondo perduto sarà invece accreditato direttamente sul conto bancario dei beneficiari a fine interventi.

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