Quotidiano Nazionale logo

Ministero dello Sviluppo economico: 2,5 miliardi per startup e PMI innovative

Pacchetto misure / Dal Ministero risorse a Cdp Venture Capital. Giorgetti, “sviluppiamo sinergia per segnale concreto a nostre imprese”

CDP, in due anni di attività, ha deliberato investimenti per circa 700 milioni
CDP, in due anni di attività, ha deliberato investimenti per circa 700 milioni

Il Ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha definito un pacchetto di misure per sostenere e rafforzare con oltre 2,5 miliardi di euro gli investimenti in startup e PMI innovative, al fine di favorire la crescita di un ecosistema di innovazione e accompagnare i processi di transizione ecologica e digitale. Il Ministero ha assegnato le risorse a CDP Venture Capital Sgr, controllata al 70% dal Gruppo Cassa Depositi e Prestiti (CDP), che ha il compito di attirare nuovi investitori, nazionali ed internazionali, e far crescere il mercato del venture capital in Italia. CDP Venture Capital avrà quindi a disposizione i 2 miliardi di euro stanziati dal Ministero in attuazione al decreto infrastrutture, a cui si aggiungeranno 550 milioni di risorse previste dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Altri 600 milioni saranno stanziati da parte di CDP e investitori terzi. In particolare, le nuove risorse verranno utilizzate a sostegno degli operatori del venture capital, anche attraverso il potenziamento dell’attività di investimenti indiretti in fondi; la promozione di iniziative a favore dei processi di transizione ecologica e digitale delle PMI italiane e delle filiere chiave; la creazione di nuovi strumenti di equity e debito per le startup in fase avanzata di sviluppo; il rafforzamento del sostegno alle startup nelle fasi iniziali anche attraverso poli di trasferimento tecnologico e programmi di accelerazione. Con la nuova dotazione CDP Venture Capital potrà consolidare il ruolo di principale player nel mercato nazionale, stimolando un’ulteriore forte spinta all’intero settore delle startup e PMI innovative

Imprese
Nuova direttiva UE sulla “due diligence” di sostenibilità aziendale
Lo scorso 23 febbraio la Commissione europea ha pubblicato la proposta di direttiva sulla due diligence di sostenibilità aziendale che, in programma per giugno 2021, è stata spostata dal comitato di controllo della Commissione stessa. Trattasi di una risposta alla risoluzione del Parlamento europeo del 10 marzo 2021 che chiedeva alla Commissione di stabilire un quadro vincolante sugli obblighi di diligenza nella catena del valore. Identificare, prevenire e mitigare i crimini ambientali e le violazioni dei diritti umani nelle catene di fornitura. Mettere in piedi delle procedure per permettere alle vittime di presentare reclami e creare un sistema di monitoraggio. Che controlli anche l’operato dei fornitori. In base alla proposta, che deve ancora iniziare il lungo iter di approvazione nelle istituzioni europee, le aziende “dovranno identificare e, se necessario, prevenire, porre fine o mitigare gli impatti negativi delle loro attività sui diritti umani, come il lavoro minorile e lo sfruttamento dei lavoratori, e sull’ambiente, per esempio l’inquinamento e la perdita di biodiversità”. A chi si applica la Direttiva sulla due diligence aziendale sostenibile? Restano fuori le piccole e medie imprese. Le PMI non sono direttamente vincolate a rispettare le misure di due diligence, ma potrebbero dover mettere in piedi procedure simili se fornitori di altre compagnie. Le aziende coinvolte appartengono a 2 gruppi.

Digitalizzazione
Contributi: Piano voucher per le imprese
Prende il via il Piano voucher per le imprese che punta a favorire la connettività a Internet ultraveloce e la digitalizzazione del sistema produttivo su tutto il territorio nazionale. A partire dallo scorso 1° marzo, infatti, le imprese hanno la possibilità di richiedere un contributo - da un minimo di 300 euro ad un massimo di 2.500 euro per servizi di connettività a banda ultralarga da 30 Mbit/s ad oltre 1 Gbit/s - direttamente agli operatori di telecomunicazioni che si saranno accreditati sul portale dedicato all’incentivo, attivato da Infratel Italia che gestisce la misura per conto del Ministero dello sviluppo economico. Per l’erogazione del voucher e l’attivazione dei servizi a banda ultralarga, i beneficiari dovranno utilizzare i consueti canali di vendita degli operatori. Le risorse destinate alla misura, volta alla digitalizzazione delle imprese, sono pari complessivamente a 608.238.104,00 euro. Si tratta di un intervento che rientra nell’ambito della Strategia italiana per la banda ultralarga ed è anche tra le priorità indicate nel PNRR. Il Piano Voucher per le imprese avrà durata fino a esaurimento delle risorse stanziate e, comunque, fino al 15 dicembre 2022.

PMI: 678 milioni per investimenti 4.0, economia circolare e risparmio energetico
Limiti / Importo massimo agevolabile non superiore a 3 milioni di euro
678 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese italiane nella realizzazione di progetti innovativi legati a tecnologie 4.0, economia circolare e risparmio energetico. E’ quanto prevede il decreto firmato dal Ministro Giorgetti che disciplina i finanziamenti garantiti dal programma d’investimento europeo React-Eu e dai fondi di coesione. In particolare, i finanziamenti previsti dal nuovo regime di aiuti sono destinati per circa 250 milioni agli investimenti da realizzare nelle regioni del Centro - Nord (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto, Umbria e Province Autonome di Bolzano e di Trento), mentre circa 428 milioni sono previsti per quelli nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna). Di queste risorse, una quota pari al 25% è destinata ai progetti proposti dalle micro e piccole imprese. L’importo massimo agevolabile per ogni investimento innovativo non potrà essere superiore a 3 milioni di euro e dovrà favorire la trasformazione digitale dell’attività manifatturiera delle Pmi attraverso l’utilizzo di tecnologie abilitanti individuate dal piano Transizione 4.0. Una particolare attenzione verrà rivolta ai progetti che puntano a favorire l’ economia circolare, la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico. Le imprese che richiederanno l’agevolazione non dovranno però aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso uno stabilimento situato in un’altra parte dello Spazio Economico Europeo (SEE) che realizzi prodotti o servizi oggetto dell’investimento, impegnandosi a non farlo anche fino ai 2 anni successivi al completamento dell’investimento stesso. Le agevolazioni verranno concesse utilizzando le possibilità offerte dal Temporary framework comunitario.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?