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L’importanza delle cover crop: l’agroecologia è realizzabile

Utilità / Proteggono il suolo agricolo e ne aumentano la fertilità

La crotalaria, anche in serra, ha proprietà nematocide e alleopatiche
La crotalaria, anche in serra, ha proprietà nematocide e alleopatiche

Le cover crop, le colture di copertura, sono un importante alleato per incrementare la biodiversità; i suoli agricoli, infatti, restano spesso per diversi mesi senza copertura vegetale a seconda del tipo di coltura per cui sono impiegati, diventando soggetti all’erosione dovuta agli agenti atmosferici e alla degradazione, con conseguente perdita di sostanza organica. Per contrastare tali fenomeni, tutelando l’agroecosistema, proteggendo il suolo agricolo e aumentandone la fertilità, si dovrebbe ricorrere proprio all’impiego di cover crop, ossia specie erbacee non destinate alla raccolta; seminando ad esempio leguminose, erba medica o trifoglio si arricchisce d’azoto il terreno favorendo la crescita della coltura successiva, mentre piante come la senape bianca o la rucola svolgono un’importante azione nematocida. Questo tipo di colture devono essere seminate e terminate (fatti salvi alcuni interventi con irrigazioni di soccorso o concimazioni), il che rende tale pratica abbastanza importante dal punto di vista economico; tuttavia, sono molti i benefici, specie sul lungo periodo, che essa genera e dovrebbe essere buona abitudine, oltre che azione lungimirante, affidarsi a essa.

Focus
Osservatorio Smart Agrifood: il 4% delle coltivazioni è 4.0
Da una ricerca del 2021 dell’Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano, solo il 4% delle coltivazioni è 4.0, sebbene il mercato dell’agricoltura tecnologica sia cresciuto nel 2020 del 20% rispetto al 2019. L’AP traina però la spesa, concentrata per il 36% sul monitoraggio e controllo di mezzi e attrezzature agricole e per il 30% sui macchinari connessi, con circa 540 soluzioni 4.0 disponibili sul mercato italiano, usate dal 60% delle aziende agricole.

Investire nell’agrifood-tech: innovazione e sostenibilità
Sfide / Migliorare il modello agricolo attuale per produrre green
Grazie all’applicazione tecnologica in agricoltura si possono creare colture innovative e sistemi colturali eco-sostenibili. L’insieme degli strumenti applicati nel settore costituiscono l’Agricoltura di Precisione (AP, o Site Specific Crop Management, SSCM) e quando per la sua realizzazione vengono adoperati sensori di remote o proxymal sensing, si parla di Digital Precision Agriculture. In cosa consiste l’AP? Essa si basa su una dettagliata conoscenza della variabilità spaziale delle principali proprietà dei suoli e delle caratteristiche della specie vegetale da seminare così da ottimizzare il sistema colturale. Particolari spettrometri che sfruttano topografia, geodesia, telerilevamento e i Geographical Information System (GIS), forniscono i dati necessari e danno un’idea precisa dello stato del suolo e delle colture seminate. Ne consegue una distribuzione mirata (solo dove serve e nel quantitativo utile al fabbisogno della coltivazione) dei vari fattori della produzione (acqua, fertilizzanti, fitofarmaci) e un monitoraggio in tempo reale dello stato di salute delle colture, utile a contrastare l’insorgenza di fitopatogeni o condizioni ambientali sfavorevoli razionalizzando le pratiche agronomiche.

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