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24 mar 2022

Giardinaggio sostenibile: come coltivare green traendo ispirazione dalla natura e curandol

Mood / Non più solo di moda, l’eco-gardening è diventato un must per contribuire anche alla sopravvivenza e al sostentamento della fauna del Pianeta

24 mar 2022
 Dal balcone all’orto, tante pratiche per prendersi cura del mondo
Dal balcone all’orto, tante pratiche per prendersi cura del mondo
 Dal balcone all’orto, tante pratiche per prendersi cura del mondo
Dal balcone all’orto, tante pratiche per prendersi cura del mondo

Alla base della sostenibilità vi è la regola delle tre R (Riuso, Riduzione, Riciclo) che, dopo la conferenza internazionale sul Climate Change tenutasi a Glasgow lo scorso novembre (la COP 26), è tornata alla ribalta come impegno fondamentale che devono assumersi sia le singole nazioni sia ogni cittadino. Se gli ultimi anni più casalinghi (causa Covid) hanno portato alla riscoperta di attività rilassanti come il giardinaggio (orto, giardino o balcone che fosse), la questione climatica ha aggiunto anche una valenza ulteriore, sottolineando come, anche nel nostro piccolo, si possa contribuire alla salvaguardia ambientale. Terrazzi e giardini, infatti, costituiscono una enorme potenziale risorsa di biodiversità, indispensabile per le nostre città, e fare del gardening consapevole diventa molto importante; rispettare dunque alcune semplici regole che migliorano la sostenibilità e tutelano l’ambiente è un buon punto di partenza. Essenziale è innanzitutto dire no agli sprechi: acquistare piante di stagione, adatte all’ambiente e di alta qualità è prioritario, così come riutilizzo e riciclo creativo di vasi e attrezzi sono requisiti di base per evitare l’effetto “usa e getta” in casa, terrazzo e giardino (e poi l’upcycling è così divertente!). Compostaggio domestico e raccolta differenziata sono altrettanto importanti, così come l’utilizzo accorto delle risorse idriche ed energetiche (esiste poi il fotovoltaico e vi sono sistemi che sfruttano la raccolta dell’acqua piovana per irrigare); molto utile, inoltre, è la pacciamatura del terreno, un’operazione da effettuarsi almeno 2 volte l’anno e consistente nel ricoprire il terreno di coltivazione con diversi tipi di materiale, preferibilmente biodegradabile, al fine di innalzare la temperatura del terreno stesso, per proteggerlo dalle erbe infestanti concimandolo naturalmente. Piantina, terrazzo o giardino che siano, presentano però un problema comune: gli agenti patogeni. In passato, l’uso di agenti chimici e antiparassitari andava per la maggiore, ma per fortuna, oggi si è riscoperta l’utilità della biodiversità e la preziosità di molti animali e insetti nel loro ruolo di antiparassitari naturali (come le coccinelle, le api o i rospi); molto utile, dunque, è piantare, per questi operatori del verde, fiori ed elementi green funzionali al loro sostentamento e sopravvivenza. In alternativa, vi sono comunque rimedi naturali ed efficaci, quali l’olio di Neem o lo spray al peperoncino, la lana (che allontana le lumache e rilascia nel terreno fosforo, azoto e potassio) o i giornali (che posti sul terreno impediscono la crescita delle erbacce). Anche l’autoproduzione del cibo può essere molto utile all’ambiente, rispettando sempre la stagionalità dei prodotti, la provenienza della pianta che si vuole coltivare e il tipo di terreno dove si coltiva; avere solo piante autoctone del luogo dove si vive, infatti, oltre a comportare un notevole risparmio di acqua, riduce gli attacchi parassitari e contribuisce al mantenimento in vita di flora e ortaggi anche di più antica nascita.

Fertilizzanti naturali preziosi alleati. Anche fai da te!
Tesori / Alimenti, infusi, scarti della cucina o miscele vegetali
Prendersi cura dell’orto o del giardino senza ricorrere a sostanze chimiche è non solo possibile, ma anche molto semplice e alla portata di tutti. Vi sono infatti numerosi fertilizzanti naturali ricavabili o direttamente provenienti da alimenti e scarti della cucina, che danno vita a preziosi infusi e miscele vegetali dall’eccellente funzionalità. Il caffè, ad esempio, è in assoluto il concime naturale più noto e impiegato, sicuro ed efficace sia per l’orto che per il giardino; la sua bevanda, infatti, è ricca di azoto, potassio, calcio e magnesio e favorisce la crescita sana e rigogliosa delle piante agendo inoltre da pesticida naturale. I suoi fondi, invece, possono essere aggiunti direttamente al terreno o lasciati in infusione per ottenere un fertilizzante liquido molto potente (e infatti se ne consiglia un uso limitato). Ma dalla dispensa provengono anche altri alimenti preziosi, specie per la coltivazione dei fiori e gli agrumi: il lievito di birra, usato nell’acqua d’irrigazione, ad esempio, stimola la crescita di nuovi boccioli e favorisce una generosa fioritura, mentre i lupini macinati danno tantissimo azoto al terreno. Gli infusi, dal canto loro, non fanno bene solo al nostro corpo; quello di equiseto, ad esempio, è un utile antifungino e nutre bene le piante dell’orto, quello di ortica è ideale per fertilizzare i pomodori e quello alla calendula rinvigorisce sia le piante dell’orto che quelle in vaso.

Valore aggiunto in città: gli orti urbani Un successo che non è solo urbanistico
Vantaggi / Riscoperta del valore della terra e autoapprovvigionamento
Nati verso la metà dell’800 in Germania come spazi riservati esclusivamente ai bambini (i Kleingarten) e diventati a fine secolo Jardin Ovrieurs (Giardini Operai), possibili fonti di risorse economiche e alimentari, gli orti urbani in Italia nascono durante la Seconda Guerra Mondiale, quando fu lanciata una campagna per gli Orticelli di Guerra, consistente nella messa a disposizione per la popolazione di tutto il verde pubblico affinché potesse essere coltivato a verdure e legumi. Da allora, specie nelle grandi città e in spazi ben definiti, associazioni e gruppi di cittadini hanno convertito gli orti urbani a mezzi per rilanciare l’agricoltura biologica, promuovendo anche un nuovo tipo di socialità. Oggi sono molto popolari (secondo l’Istat nel 2019 costituivano oltre 2,1 mln di m2), complice forse anche il complicato periodo sanitario che abbiamo vissuto, rappresentando una fonte di sostentamento sano in tempi di crisi e un modo per recuperare un contatto con la natura a poca distanza da casa. Ma non solo. Esistono infatti diversi tipi di orti urbani, a seconda di come viene declinata l’idea; vi sono, infatti, orti aziendali (messi a disposizione dalle aziende per i propri dipendenti), orti didattici curati dai bambini o dagli studenti all’interno del programma scolastico, orti terapeutici ed orti sociali. A beneficiarne non sono solo i fruitori, ma l’intera città; l’agricoltura urbana, infatti, tutela e accresce la biodiversità agricola, favorisce la filiera agroalimentare corta e green, incentiva il riciclo dei rifiuti organici come concime e migliora il microclima del luogo. Grazie alla condivisione delle risorse, infine, si riducono anche sprechi e rifiuti, ed essendo per lo più gestiti da associazioni impegnate in progetti a favore della comunità locale, svolgono funzione di promozione della socialità, oltre che, spesso, di riqualificazione di aree degradate o abbandonate.

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