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23 mar 2022

Cellulari dismessi diventano miniere di materie prime

Progetto / Obiettivo è il recupero di materiali e metalli di elevato valore da telefoni cellulari a fine vita in ottica di economia circolare

23 mar 2022
Il 2020 ha fatto registrare una crescita nella raccolta di questo tipo di rifiuti
Il 2020 ha fatto registrare una crescita nella raccolta di questo tipo di rifiuti
Il 2020 ha fatto registrare una crescita nella raccolta di questo tipo di rifiuti
Il 2020 ha fatto registrare una crescita nella raccolta di questo tipo di rifiuti

Sviluppare un nuovo processo per il recupero di materiali e metalli di elevato valore da telefoni cellulari a fine vita in ottica di economia circolare. È questo l’obiettivo del progetto PORTENT, co-finanziato dalla Regione Lazio con circa 140 mila euro attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e coordinato dal Laboratorio ENEA ‘Tecnologie per il Riuso, il Riciclo, il Recupero e la valorizzazione di Rifiuti e Materiali’. Il 2020 ha fatto registrare una significativa crescita della raccolta di questa tipologia di rifiuti: a livello nazionale ha oltrepassato le 78 mila tonnellate (+7,68% rispetto al 2019), mentre nella Regione Lazio la quota è stata di circa 6 mila tonnellate con un significativo balzo in avanti rispetto alla 2,4 mila tonnellate dell’anno precedente. Tra questi rifiuti, i telefoni cellulari sono sicuramente gli apparecchi elettronici di maggiore interesse per i materiali preziosi e strategici che contengono. Una tonnellata di schede elettroniche da telefoni a fine vita contiene in media 276 g di oro, 345 g di argento, 132 kg di rame; se si considerano poi altri componenti, come magneti e antenne integrate ad esempio, l’elenco si allunga con le terre rare (quali ad esempio neodimio, praseodimio e disprosio) che possono raggiungere 2,7 kg per tonnellata di smartphone. Per il progetto PORTENT, i ricercatori ENEA utilizzeranno tecnologie idrometallurgiche (alternative alla pirometallurgia) perché garantiscono bassi consumi energetici (si opera a temperatura ambiente), ridotte emissioni, modularità degli impianti e flessibilità di impiego. Tutte caratteristiche che consentono un agevole processo di upscaling e facile replicabilità in contesti industriali, senza trascurare gli aspetti di accettabilità sociale di questa tipologia di impianti a livello locale. Una volta concluso il progetto, i risultati della ricerca saranno trasferiti al tessuto imprenditoriale sia per l’innovazione tecnologica dei processi industriali sia per lo sviluppo di nuove competenze professionali qualificate.

Tecnologia
Nuovi tessuti smart e Green
Elettronica integrata nei rivestimenti interni delle automobili grazie all’impiego di tessuti hi-tech realizzati con scarti di fibra di carbonio. È uno degli obiettivi del progetto di ricerca industriale TEX-STYLE che vede la partecipazione, tra gli altri, di ENEA e del Centro Ricerche Fiat (CRF) come coordinatore.

Goodyear: (anche) le gomme diventeranno eco-friendly
Prototipo / Contiene 13 ingredienti principali con materiali ecologici
Non sono auto elettriche, ma anche pneumatici in grado di contribuire all’abbassamento dell’impatto ambientale del settore automotive. Così Goodyear ha presentato una nuova gomma, per il momento solo dimostrativa, con l’utilizzo al 70% di materiali a ridotto impatto ambientale, che include innovazioni all’avanguardia nel settore. Un pizzico di CO2, qualche vecchia bottiglia in plastica, scarti di riso inceneriti e oli vegetali quanto basta: questi alcuni degli ingredienti degli innovativi pneumatici sostenibili che la società statunitense ha presentato negli scorsi mesi, come primo passo concreto verso l’obiettivo 2030, ovvero quello di produrre gomme realizzate al 100% con materiali ecofriendly. “Nel 2020 ci siamo dati un obiettivo ambizioso: creare uno pneumatico realizzato al 100% con materiali sostenibili in 10 anni; e i nostri scienziati e ingegneri hanno fatto grandi progressi verso questo obiettivo”, ha affermato Chris Helsel, vicepresidente senior, operazioni globali e chief technology officer.

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