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Case ecologiche, cresce l’interesse degli italiani

Immobiliare / Il Bel Paese vuole un’edilizia residenziale sempre più ambientalista: lo dimostra un recente sondaggio della Fondazione Europea per il Clima

Case ecologiche, cresce l’interesse degli italiani
Case ecologiche, cresce l’interesse degli italiani

La consapevolezza individuale degli effetti del cambiamento climatico è ai massimi storici, e i suoi effetti si riverberano in ogni settore della vita quotidiana. Fra questi, pochi sono altrettanto rilevanti della configurazione del proprio ambiente domestico. Gli italiani, in questo senso, dimostrano grande consapevolezza della necessità di avere case a ridotto impatto ambientale: lo dimostra il recente sondaggio eseguito dalla Fondazione Europea per il Clima, un ente filantropico indipendente che ha nella lotta al cambiamento climatico il proprio scopo principale. Il segmento demografico su cui si è insistito è quello degli individui intenzionati a, nel corso dei prossimi cinque anni, acquistare immobili ad uso abitativo o diventarne locatari. Ben il 95% delle risposte segnalano come, quasi all’unanimità, gli italiani desiderino abitare in fondi attentamente progettati con in mente l’obiettivo dell’efficienza energetica e del basso impatto ambientale. Il sondaggio va anche ad illustrare che tra gli intervistati non vi è solo una radicata consapevolezza della crisi climatica in corso e dell’impatto negativo che i comportamenti individuali possono avere, ma anche, in egual misura, nozione dei vantaggi in termini economici che accompagnano edifici che massimizzano le risorse impiegate nel riscaldamento, nella climatizzazione, e nel generale utilizzo di energia elettrica e gas. Anzi: è ampiamente diffusa l’opinione, espressa nell’85% delle risposte, che bisognerebbe introdurre regolamentazioni che impongano a ogni nuova abitazione il raggiungimento di precisi standard di efficienza energetica e l’utilizzo di sistemi di riscaldamento che non sfruttino combustibili fossili o biomasse non sostenibili. Purtroppo, un altro fattore che emerge dal sondaggio in questione è la sostanziale inidoneità del corrente mercato immobiliare a raccogliere queste istanze: il 65% degli intervistati ha infatti segnalato quanto, nel corrente mercato immobiliare, vi sia grave scarsità di proprietà ecologiche ed energeticamente efficienti.

Regolamentazione
APE visti di buon occhio
Agli italiani piacciono gli Attestati di Prestazione Energetica, meglio noti come APE. Si tratta di strumenti di controllo dell’efficienza energetica degli edifici, che in base a questa vengono catalogati su una scala da A4 a G: ben l’88% degli intervistati dalla Fondazione Europea sul Clima ne sostiene l’utilità.

Efficienza energetica, dimensione tutta europea
UE / Una recente Direttiva rinnova l’impegno su questo importante tema
Il continente diventa sempre più verde: l’ultima Direttiva in materia di efficienza energetica non lascia dubbi rispetto alla direzione ambientalista della regolamentazione europea. Ciò è quanto mai vero anche per quanto riguarda l’edilizia: obiettivo finale è quello di raggiungere, entro l’anno 2030, un livello pari a zero per quanto riguarda le emissioni degli edifici. A quella data, questi dovranno non solo dare luogo a bassi consumi, ma anche essere alimentati pressocché integralmente da fonti di energia pulita e sostenibile. Nel mirino ci sono in particolar modo i sistemi di riscaldamento a metano e gasolio: questi, nel corso dei prossimi anni, dovranno essere oggetto di progressiva rottamazione. Come ulteriore strumento di regolamentazione, la Direttiva introduce anche nuovi standard minimi di prestazione energetica: in ragione di ciò, in ogni Stato membro il 15% del patrimonio edilizio con le prestazioni energetiche peggiori passerà dalla classe energetica G ad almeno la F.

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