5 Maggio 2015 – Il volto di Gesù Cristo ricostruito partendo dalla Sacra Sindone e con le tecniche utilizzate per stendere gli identikit dei criminali più pericolosi in circolazione. Lo stesso sistema usato per individuare, ad esempio, il boss mafioso Bernardo Provenzano.

Secondo The Independent, che diffonde la notizia, la ricostruzione al computer sarebbe opera della polizia romana. Gli investigatori avrebbero studiato le tracce impresse nella reliquia, in cui la tradizione religiosa riconosce il lenzuolo di lino che avvolse il corpo del Cristo nel sepolcro, per disegnare al computer il volto di Gesù. Da qui sarebbero risaliti a come quel viso doveva presentarsi quando era ragazzino. L'esperimento, che dovrebbe essere spiegato in un programma televisivo di prossima messa in onda, ha un valore scientifico relativo. Si basa, infatti, sulla Sindone, da anni al centro di discussioni e analisi che mirano a stabilirne l'autenticità. Uno studio pubblicato su Nature nel 1988 sosteneva che il Lenzuolo risalisse al Medioevo e più precisamente al XIII secolo, fra il 1260 e il 1390.  I ricercatori, per fissare il periodo, avevano utilizzato la datazione al carbonio 14.

Il volto di Gesù, la ricostruzione della polizia italiana

Ma ci sono altri studi che, ad esempio, dimostrano come sul telo siano depositati pollini presenti solo in Terra Santa. La discussione, insomma, resta aperta. Nel frattempo, a Torino l'ostensione della Sacra Sindone durerà alcuni mesi e terminerà il 24 giugno. Sono previsti milioni di pellegrini, la visita del Papa è fissata per il 21 giugno.