La produzione vinicola di Donatella Cinelli Colombini ha riscosso numerosi premi
La produzione vinicola di Donatella Cinelli Colombini ha riscosso numerosi premi

15 Aprile 2015 – Un vino che 'salva' dal cosiddetto hangover. Ubriacarsi senza dover inciampare negli arcinoti postumi della sbornia presto potrebbe non essere più un miraggio. Niente mal di testa, nausea, bocca impastata e giornate buttate al vento come pollini a primavera. Il segreto sarebbe alterare il Dna del lievito contenuto della bevanda così da ridurne gli effetti collaterali. La notizia arriva dalla rivista specializzata Applied and Environmental Microbiology che riprende lo studio di alcuni ricercatori della Illinois University di Champaign (Usa).  Pare che gli scienziati americani abbiano trovato una tecnica in grado di migliorare il valore nutritivo degli alimenti fermentati.

Il metodo, chiamato 'coltello genoma', si baserebbe su un enzima capace di tagliare in più copie il Dna del Saccharomyces cerevisiae, lievito usato per la fermentazione di vino e birra. Una volta spezzato, il lievito viene trattato per accrescere il valore nutritivo della bevanda. Ma non solo, perché usando questa tecnica durante un processo secondario che porta il vino alla maturazione si riuscirebbe a bloccare sul nascere la formazione dei sottoprodotti tossici responsabili dell'hangover.

Il lievito 2.0, ovvero riprogrammato geneticamente, potrebbe pure aumentare fino a 10 volte la quantità di resveratrolo. Si tratta di un componente presente nella buccia dell'acino d'uva che, in base ad alcuni studi, svolgerebbe un'azione antitumorale, antinfiammatoria e di fluidificazione del sangue. Isolando questa molecola, la si potrebbe poi inserire anche nella birra e in altri alimenti che utilizzano il lievito per fermentare (birra, formaggio o sottaceti, ad esempio).