Ogni anno in Italia si registrano oltre 230mila fratture da fragilità ossea, molte delle quali provocano disabilità. Nell’ottobre 2019 l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), sulla base delle evidenze scientifiche, ha introdotto nuovi criteri per la prescrivibilità di vitamina D a carico del SSN con la cosidetta nota 96. Una scelta che, pur garantendo l’utilizzo in tutti in casi di reale necessità, contribuisce a ridurre di circa 100 milioni all’anno la spesa a carico del SSN. La vitamina D, ha precisato Nicola Magrini, Direttore generale dell’Aifa, "era diventato il primo farmaco per spesa in Italia, un unicum in Europa e nel panorama internazionale", con una spesa lievitata nel quinquennio precedente.