Visite ginecologiche in calo, effetto Covid sulle gravidanze

I dati Istat 2021 mostrano un -3,8% delle nascite in 12 mesi: è il minimo storico di nascite dall’Unità d’Italia

31/10/2021

A causa della pandemia la ridotta capacità operativa di strutture come i consultori e gli ambulatori ha determinato una contrazione dei servizi dedicati alla salute della donna: -54% di esami ginecologici, -34% nuovi trattamenti, circa 130.000 cicli contraccettivi in meno e un incremento medio di 45 giorni di attesa per una visita ginecologica. Queste le dimensioni del fenomeno, che potremmo definire Effetto Covid, emerse nel corso del convegno «Qui, per la salute di ogni donna» organizzato a Roma da Organon.

 

Di pari passo gli ultimi dati Istat mostrano, per il 2021, un calo del 3,8% delle nascite nell’arco dei 12 mesi (minimo storico di nascite dall’Unità d’Italia) mentre il lockdown dei Centri di Procreazione medicalmente assistita (Pma) per oltre 5 mesi ha comportato un impatto negativo pari a -1500 nuovi nati e ricorso tardivo delle coppie a causa dei crescenti problemi di fertilità che in Italia oggi interessano circa il 20% delle coppie italiane.

 

Salute femminile e parità di genere – insieme a sostenibilità e cronicità – sono le grandi sfide della salute globale, al centro delle agende politico-istituzionali e in Italia del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ogni dollaro speso in interventi per la salute riproduttiva, materna, neonatale e infantile, può generare 20 dollari in benefici economici. Su queste priorità è impegnata anche Organon, prima azienda a livello globale a mettere al centro la salute femminile in ogni fase della vita (contraccezione, fertilità, menopausa) che promuove un’alleanza virtuosa per accelerare l’empowerment delle donne e superare vari ostacoli: dall’accesso alla contraccezione, oggi limitato al 16% delle donne fertili, al crollo della natalità, alla corretta gestione della menopausa per contrastarne i sintomi.

Dalla salute delle donne a quella delle loro famiglie e delle comunità, la sfida della sostenibilità passa attraverso la gestione delle malattie croniche non trasmissibili, tra cui tumori, patologie cardiovascolari e osteoarticolari, che in Italia colpiscono oltre 24 milioni di persone.