Pulizie approfondite contro le muffe
Pulizie approfondite contro le muffe

Milano, 23 febbraio 2020 - Può capitare, anche nelle case più curate e amate, di dover dividere gli ambienti con l’umidità e di conseguenza le muffe, dannose per la salute ma anche per infissi, mobili, pareti, solai. La muffa è un fungo formato da microorganismi, i miceti, invisibili fino a quando riproducendosi formano una patina scura, o verde o giallognola che emana il tipico e sgradevole odore, appunto di muffa.

Fra le cause più frequenti c’è l’inadeguata coibentazione dell’edificio. In questo caso se si vuole risolvere definitivamente il problema occorre contattare degli esperti per formare un «cappotto» alla casa, ovvero creare un isolamento termico e traspirante (con pannelli isolanti, fra i materiali più usati c’è la lana di vetro) e poi realizzare un intonaco deumidificante. Una soluzione un po’ costosa, ma efficace. Un’altra causa non rara è la perdita o la rottura di un tubo, problema un po’più facile da gestire una volta individuato il guasto.

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I locali non arieggiati o chiusi per troppo tempo possono incamerare un bel po’ di umidità che, se supera il 60 per cento, genera la condensa, ideale per far proliferare le spore delle muffe. La condensa può essere un fenomeno transitorio, ad esempio se si cucina in un ambiente chiuso, o si fa la doccia in un bagno sigillato per non prendere freddo, o si mette ad asciugare la biancheria in una stanza chiusa, il vapore acqueo formerà le goccioline sui vetri della finestra a causa della differenza di temperatura fra esterno e interno. Basterà arieggiare l’ambiente per renderlo agibile, ma se non lo si fa l’ambiente è a rischio muffa.

Le cantine, essendo interrate e nella maggior parte dei casi con finestre piccole che vengono aperte di rado, sono i locali più a rischio, e ci accorgiamo di quale danno possano fare umidità e muffe quando vi riponiamo libri, mobili, abiti che poi dimentichiamo, e quando andiamo a recuperarli li troviamo ricoperti da una patina e maleodorante: praticamente da buttare. Individuare la causa delle muffe è ovviamente fondamentale per sconfiggerle, dopo di che bisognerà bonificare i locali. Si possono usare i deumidificatori (ce n’è una vastissima gamma in commercio) che, appunto, assorbono l’umidità e la fanno diventare acqua. Oppure vi sono appositi sali che vanno collocati sulla griglia di un contenitore chiuso. I sali assorbendo l’umidità si sciolgono, e l’acqua confluisce dentro il contenitore. Questo è un sistema ecologico e a basso costo.

In caso di muffe alle pareti, si potrà lavare le pareti con la candeggina e poi tinteggiare con una vernice anti-muffa. Per chi ama i rimedi naturali per eliminare i batteri, ecco una prevenzione facile: passare sulle pareti a rischio muffe una o due volte all’anno una soluzione di acqua (700ml.) e due cucchiai di bicarbonato di sodio, sale e acqua ossigenata (2 cucchiai per ciascun prodotto). Questo preparato va lasciato per alcune ore sulla superficie attaccata dalle muffe: le ammorbidisce e successivamente possono essere rimosse con un panno.