Vene varicose addìo, una soluzione senza cicatrici

L’ecoterapia con tecnologia SONOVEIN utilizza ultrasuoni focalizzati ad alta intensità

19/06/2022 - di Gloria Ciabattoni
Paolo Casoni Sonovein

Trattare le vene varicose con una tecnologia che le elimina senza tagli o cicatrici, e con un decorso post-intervento che permette al paziente di riprendere in breve tempo la vita normale. E, nel contempo, mettere i chirurghi vascolari in grado di intervenire con un’elevata precisione. È quanto propone l’azienda francese Theraclion con una tecnologia che si basa su un’esperienza clinica di oltre 10 anni in altre indicazioni, con circa 50 pubblicazioni scientifiche sottoposte a peer-review. Di cosa si tratta? Dell’ecoterapia con SONOVEIN, che si avvale di ultrasuoni focalizzati ad alta intensità (HIFU), immagini ecografiche dettagliate ad alta definizione ed elaborazione avanzata dei dati. A differenza della chirurgia convenzionale, dell’ablazione laser o a radiofrequenza, la terapia a ultrasuoni è una procedura completamente non invasiva che non lascia cicatrici, di solito richiede una sola seduta e il paziente può riprendere le attività quotidiane subito dopo.

 

Il funzionamento della piattaforma robotica SONOVEIN, presente ora anche in Italia, è simile a quello di una lente d’ingrandimento che concentra i raggi solari su un unico punto: concentra onde di ultrasuoni terapeutici ad alta intensità. Fasci di ultrasuoni sono diretti verso un’area bersaglio, producono energia, che genera un aumento di temperatura nel punto individuato, in questo modo la vena si riscalda, si restringe e si chiude. Gli ultrasuoni attraversano facilmente la pelle in modo che l’effetto terapeutico desiderato si verifichi solo nel punto focale proteggendo la parte di epidermide circostante. E SONOVEIN ha il vantaggio di poter essere applicato anche dopo il fallimento di altri trattamenti o nei casi in cui le altre opzioni convenzionali non possono essere eseguite a causa del tipo di vena.

 

Spiega il dottor Paolo Casoni (nella foto), chirurgo vascolare e Direttore del Centro Medico Ippocrate a Parma, l’unico centro in Italia per la cura delle vene varicose ad utilizzare la tecnologia SONOVEIN: «SONOVEIN è l’unica opzione esistente per trattare una vena varicosa dall’esterno, aggravando ultrasonicamente la parete venosa senza doverla incidere o rimuovere. Questa è sensazionale perché apre la strada a possibilità terapeutiche in flebologia che prima erano impensabili. Mi riferisco soprattutto all’opportunità unica di coniugare la conservazione del patrimonio venoso con l’intervento mirato, dall’esterno, dei soli punti refluenti. Conservazione e non invasività. Questo è il futuro».

 

Un futuro che interessa tante persone: la malattia venosa con varici colpisce infatti fino al 30 per cento della popolazione adulta, e il 75 per cento delle donne, ma interessa anche molti sportivi a causa della pressione che, facendo sport, viene esercitata sulle vene. Nelle gambe sane i muscoli (pompa muscolare), insieme all‘elasticità delle pareti e delle valvole delle vene, assicurano il trasporto del sangue contro la gravità dalla periferia fino al cuore. Se le valvole delle vene non funzionano correttamente o l‘elasticità delle pareti vascolari si indebolisce, si verifica il cosiddetto reflusso venoso, che determina un rallentamento del drenaggio venoso e linfatico ed un conseguente accumulo di sangue e liquidi nelle gambe. Questo rende la patologia progressiva e cronica causando lo sviluppo delle vene varicose. La patologia può presentare sintomi come dolore, gambe gonfie e pesanti, prurito e modificazioni cutanee. Se non trattati, tali sintomi possono peggiorare nel tempo con possibili complicazioni come tromboflebiti ed eczema fino alle ulcere. Quindi una visita ed uno studio eco color doppler presso un centro vascolare specializzato chiarirà se le vene funzionano correttamente e quale trattamento eseguire per evitare complicazioni.
Info: www.ecotherapia.it; www.ippocrateparma.it.