Vene e arterie, l’efficienza è d’obbligo

Il flusso sanguigno alterato provoca patologie importanti, a partire da arteriosclerosi e ipertensione

18/07/2021 - di Roberto Baldi

Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce, scrisse Pascal. È da lì che parte il flusso della vita, pompando il sangue che poi convoglia le sostanze necessarie al nutrimento e quindi al funzionamento di tutto l’organismo. Il sistema complesso può “incepparsi” in vari modi, attraverso il malfunzionamento della pompa centrale con fibrillazione, insufficienza cardiaca, aritmie, infarto e via di seguito. Il problema può presentarsi anche nelle “condutture” (leggi vasi sanguigni) inducendo varici (semplici inestesismi o vera e propria malattia), ipertensione, arteriopatia periferica e arteriopatia ostruttiva cronica periferica (AOCP), embolia , insufficienza venosa, linfomi, trombo-embolismo venoso, trombosi, trombosi venosa profonda degli arti inferiori (TVP), ulcere vascolari, vasculopatie periferiche arteriose e venose. Le patologie sono molte, ma è fondamentale rifarsi ad alcuni problemi basilari quali l’arteriosclerosi e l’ipertensione talvolta concomitanti, che sono spesso alla base di alterazioni aggiuntive.

 

L’arteriosclerosi si manifesta quando le arterie si ammalano a causa di depositi di grasso, indurimento, calcificazione e processi infiammatori, formando depositi (placche) che possono restringere o addirittura ostruire il vaso, ostacolando o impedendo del tutto il flusso del sangue attraverso le arterie. L’arteriosclerosi si sviluppa nel corso di anni o addirittura decenni. I sintomi sono spesso non evidenti e si manifestano solo in uno stadio avanzato, ad esempio, con un’angina pectoris o un infarto, un ictus, con insufficienza renale o disturbi circolatori negli arti inferiori.

 

La precauzione primaria consiste nell’effettuare movimento e un’alimentazione sana, che eviti fattori di rischio quali ipercolesterolemia, ipertensione e diabete. Indispensabile spesso il ricorso a medicamenti che rallentino il progredire della malattia, quando non risulti indispensabile un’angioplastica, cioè l’espansione dei vasi ristretti con l’inserimento di un dispositivo medico detto “stent”.

 

L’ipertensione arteriosa è uno stato, costante e non occasionale, in cui la pressione arteriosa a riposo risulta più alta rispetto agli standard fisiologici considerati normali. Si parla di ipertensione al primo stadio quando la sistolica supera all’incirca i 150 mmHg con diastolica vicina a 100. Utile il controllo quotidiano in corso di terapia iniziale. Viene considerata una sorta di “killer silenzioso” perché non si manifesta con sintomi evidenti, causando talvolta complicazioni severe. Colpisce oltre il 20% della popolazione adulta a cui si richiedono le seguenti precauzione preventive: ridurre il consumo di sale, praticare regolarmente l’attività fisica, seguire una dieta sana ed equilibrata, cercare per quanto possibile di ridurre gli stress. In caso di persistente ipertensione: seguire una terapia farmacologica appropriata e curare in modo specifico la causa dell’innalzamento.

Esenzione dal ticket per gli esami fondamentali

Le patologie dell’apparato cardiocircolatorio sono in parte esenti da ticket, da ottenere attraverso richiesta all’Azienda sanitaria locale (ASL) di residenza, presentando una certificazione che attesti la presenza di una o più malattie incluse nell’elenco, rilasciata da una struttura ospedaliera o ambulatoriale pubblica. Fra gli esami esentati da ticket ci sono l’ECG, l’ecodoppler, test al cicloergometro, Holter, RX torace, prelievo di sangue venoso, tromboplastina, tempo di protrombina, ecc. Le singole regioni adottano dispositivi che talvolta sfuggono e che comunque il medico curante conosce compiutamente, in maniera da poter indirizzare il paziente agli adempimenti burocratici necessari. Inutile ricordare che certe patologie inducono spese talvolta rilevanti, che possono essere ridotte o addirittura annullate dalla conoscenza delle procedure necessarie, in maniera che al danno fisico della patologia non si aggiunga quello di onere eccessivi. Molto spesso la scarsa conoscenza di certi presidi induce ad abbreviare il percorso attraverso procedure che consentono maggiore celerità di cura ma anche sovraccarico finanziario che, almeno nei casi di non urgenza, può essere evitato attraverso prenotazioni preventive presso la struttura accreditata più vicina al paziente.