All’azienda ospedaliero universitaria di Careggi (Firenze), un gruppo internazionale coordinato dal professor Mauro Gacci ha condotto uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Prostate cancer and prostatic disease. Oggetto della ricerca: l’utilizzo di una nuova app per cellulari che permette ai pazienti affetti da patologia prostatica benigna di essere regolarmente seguiti e curati anche durante il lockdown. I professori Jean de le Rosette della Societè International D’Urologie, Stavros Gravas delle Linee guida Eau e Sergio Serni, direttore e della chirurgia urologica robotica, mininvasiva e dei trapianti renali di Careggi sono tra gli autori del lavoro.

Nell’ambito della telemedicina, l’app MyBPHCare® consente ai medici di registrare le caratteristiche dei pazienti per poterli curare al meglio: sintomi urinari, funzione sessuale e qualità di vita valutati da questionari validati. Annotati tutti referti di analisi ed esami. Registrate le patologie associate. L’assunzione giornaliera di farmac viene suggerita da un promemoria. Il medico può così verificare la regolare assunzione dei farmaci indicati, ed eventualmente interagire con il paziente tramite la funzione di messaggistica inclusa nell’App. I dati personali sono scollegati dai dati clinici con cifrature e criptazione: il sistema quindi non è vulnerabile per la privacy.