Sono 37mila le donne italiane che convivono con una diagnosi di tumore al seno. Un’indagine Elma Research per Novartis Italia ha messo in luce il vissuto e i bisogni di tante di loro. Dopo la diagnosi cambia il modo di mangiare, 4 donne su 10 affermano di aver perso il piacere del cibo, altre dichiarano che cucinare è diventato fonte di stress. Per aiutare tutte le pazienti, è online la campagna “È tempo di vita”, promossa da Novartis Italia in collaborazione con Salute Donna Onlus. "Gestire in modo consapevole la nutrizione, con attenzione al gusto, alle proprietà degli ingredienti e alla loro valenza simbolica e affettiva – afferma Chiara Maci, food blogger e conduttrice tv – è un modo per riprendere il controllo ed essere protagoniste di un percorso di cura". "Una corretta alimentazione – precisa Anna Villarini, biologa nutrizionista all’Istituto nazionale dei Tumori di Milano – può essere una alleata per combattere il tumore assieme alle terapie chirurgiche e farmacologiche fondamentali".

L’alimentazione si inserisce in un quadro promettente di ricerca scientifica e sviluppo clinico, come spiega Paolo Marchetti, direttore dell’Oncologia medica B nel Policlinico Umberto I, professore ordinario alla Sapienza, Università di Roma. Esiste oggi una categoria di farmaci, detti inibitori delle cicline, che bloccano una famiglia di proteine che hanno un ruolo chiave nella crescita del tumore al seno metastatico ormono sensibile, che colpisce proprio le giovani donne.

"Tracciare un profilo il più possibile personalizzato della malattia è il primo passo per impostare un approccio terapeutico mirato e un percorso multidisciplinare di cura, che tenga conto delle caratteristiche uniche di ciascuna donna –, afferma Filippo de Braud, ordinario di Oncologia medica all’Università di Milano, e direttore del dipartimento di Oncoematologia della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori – Convivere con una diagnosi di tumore al seno avanzato significa intraprendere un percorso complesso dal punto di vista terapeutico, ma anche dal punto di vista psicologico ed emotivo, che investe tanti aspetti della vita". È d’accordo Saverio Cinieri, presidente eletto AIOM, Associazione italiana oncologia medica, che commenta: "Oggi le prospettive di sopravvivenza sono aumentate, e comportano l’emergere di nuovi bisogni. La campagna si inserisce in questa prospettiva e offre alle donne utili strumenti nell’ottica di una migliore qualità di vita".

"L’obiettivo del progetto, promosso insieme a Novartis – sottolinea Anna Maria Mancuso, presidente di Salute Donna Onlus – è stato fin dalla sua nascita, quattro anni fa, quello di dare voce alle pazienti, cercando di dare certezze e risposte ai loro dubbi".