Un esame in laboratorio (foto di repertorio)
Un esame in laboratorio (foto di repertorio)

Roma, 4 febbraio 2020 - “Di cancro si vive. Oggi sappiamo che fino al 40% dei casi di tumore si può prevenire: questo vuol dire che l'ambito di intervento in medicina è vastissimo e il numero di vite umane che possono essere salvate è enorme”. Lo ha affermato Stella Kyriakides, commissaria europea per la salute, in occasione del World Cancer Day, la Giornata mondiale contro il cancro, che si celebra oggi. “Sono dell'avviso che esista un solo modo per combattere efficacemente il cancro: far sì che diventi una priorità europea comune. Dai politici ai sanitari, dal volontariato all'industria farmaceutica, dobbiamo unire le forze, mettendoci al servizio dei cittadini”. Questo l'appello della commissaria, da Bruxelles.

Oncologia e politica

Nel campo dell'assistenza oncologica l'Italia è ai vertici in Europa, in linea con Francia e Germania. Tanto che negli ultimi dieci anni il numero dei pazienti vivi dopo la diagnosi di cancro è aumentato del 53%: erano due milioni 250 mila nel 2010, oggi sono 3 milioni 460 mila. Sono considerazioni di Giordano Beretta, presidente dell'Associazione Italiana Oncologia Medica (Aiom). Ma c'è poco da cullarsi negli allori. «Sono ancora troppe le differenze nel nostro territorio – avverte lo specialista - vanno dall'adesione e copertura degli screening ancora troppo basse al Sud, alla realizzazione delle reti oncologiche regionali a macchia di leopardo, alla disponibilità solo in alcune Regioni più virtuose di terapie efficaci e di test in grado di analizzare il profilo molecolare del tumore». Che fare allora?

Alleanza contro il Cancro

Un programma per incrementare la circolazione delle conoscenze è stato annunciato da Alleanza Contro il Cancro ACC e dal Cnaf, centro specializzato in informatica e big data dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Punta a realizzare in Italia la prima banca dati centralizzata che raccoglie le analisi omiche dei pazienti, in modo da rimuovere ostacoli e barriere che ancora oggi ritardano lo scambio di informazioni e i progressi in campo sanitario, necessario presupposto per offrire quegli standard di oncologia personalizzata di cui tanto si parla. Si tratta di uno dei progetti più ambiziosi tra quelli annunciati dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Ricerche Fondazione AIRC

Sul fronte delle ricerche sostenute da Fondazione AIRC possiamo segnalare due traguardi recenti. Un team di giovani scienziati dell'Istituto Europeo di Oncologia, diretti da Bruno Amati e Arianna Sabò, ha scovato una firma molecolare, ovvero un insieme di oncogeni concatenati, scoperta che apre la strada allo sviluppo di nuove terapie in un sottogruppo di tumori del fegato (carcinoma epatocellulare) le cui possibilità di cura sono attualmente limitate. I risultati dello studio, in tandem con Worldwide Cancer Research, sono pubblicati sulla rivista Hepatology.

Immunologia e microbiota

Un altro studio, pubblicato su Nature Microbiology e sostenuto da AIRC, dimostra per la prima volta l'esistenza di un ceppo di batteri intestinali in grado di svolgere un ruolo protettivo contro lo sviluppo del tumore del colon-retto. I risultati della ricerca tutta italiana guidata dalla professoressa Maria Rescigno, principal investigator del Laboratorio di immunologia delle mucose e microbiota di Humanitas, e docente alla Humanitas University, aprono nuove strade che potranno condurre alla diagnosi precoce nei pazienti a rischio.

Riduzione del danno

Ormai conosciamo il peso dello stile di vita sul rischio di sviluppare importanti malattie croniche, dal diabete ai tumori. “Ma non è affatto semplice modificare le abitudini delle persone. E questo anche se sono consapevoli del pericolo: basti pensare che il 64% dei pazienti con tumore ai polmoni continua a fumare. Ecco perché sono convinto dell'importanza di un approccio che punti alla riduzione del danno". Lo ha affermato il noto oncologo francese David Khayat, past president dell' Istituto nazionale dei tumori francese, organizzatore della Conferenza internazionale sulla riduzione del danno nelle malattie non trasmissibili, a Parigi. "Dobbiamo tirare fuori le persone da comportamenti che sappiamo dannosi per la loro salute, ma questo non è facile”, rileva il clinico. “Quando diciamo ai nostri pazienti di mangiare meno grassi e zuccheri, stiamo applicando una riduzione del danno. E ormai abbiamo degli strumenti per ridurre i danni del tabagismo. Dunque se per me, da oncologo, il sogno è che sempre più persone smettano di fumare, possiamo dire loro che ora esistono delle opzioni meno dannose rispetto alle sigarette tradizionali".

Linfociti ingegnerizzati, mieloma e leucemia

Ha preso il via intanto, con l’ok di AIFA, il primo studio clinico riguardante una inedita terapia CAR-T (CD44v6) per la leucemia mieloide acuta e il mieloma multiplo. Lo ha annunciato la direzione dell' Ospedale San Raffaele di Milano, sottolineando che il primo paziente, affetto da mieloma, è stato infuso poche settimane fa senza che si siano innescate reazioni avverse, come ha confermato Fabio Ciceri, professore di ematologia all' Università Vita-Salute e primario dell'Unità di ematologia e trapianto di midollo osseo, principal investigator dello studio internazionale di fase I/II. Un punto di arrivo, frutto di più di dieci anni di ricerca di base svolta nei laboratori dove si ingegnerizzano i linfociti per armarli contro il tumore adoperando staminali e terapia genica.