Una tazzina di caffé espresso
Una tazzina di caffé espresso

Bere svariate tazzine di caffè al giorno potrebbe aiutare a prevenire l’insorgenza di un tumore alla prostata. Lo suggerisce un’indagine pubblicata sulla rivista online BMJ Open, che mette insieme i dati provenienti da 16 diversi studi sul tema. Ogni dose extra di caffè sembra ridurre dell’1% il rischio di sviluppare il tumore alla prostata, una delle neoplasie più comuni nella popolazione maschile.

Riordinando una serie di prove raccolte in precedenza (l’ultima pubblicazione risale al settembre 2020), un team della China Medical University ha scoperto che il consumo di elevate quantità di caffè (da 2 a 9 tazzine al giorno) è collegato a una diminuzione media del 9% del rischio di tumore alla ghiandola prostatica, rispetto a chi invece fa poco uso della bevanda nera (meno di due tazzine al giorno). Le informazioni sono state estrapolate da ricerche condotte in varie parti del mondo (7 in Nord America, 7 in Europa e 2 in Giappone), per un campione totale di 1 milione di soggetti di sesso maschile (1.081.586 per la precisione), di cui 57.732 hanno dovuto fare i conti con una diagnosi tumorale.

Da un’analisi ancora più dettagliata dei dati disponibili è emerso che la riduzione del rischio associato al consumo di caffè è per la precisione del 7% nei tumori alla prostata localizzati, mentre sale al 12-16% nei casi più aggressivi e potenzialmente fatali. A completare il quadro c’è poi l’ulteriore constatazione che a ogni dose quotidiana aggiuntiva di caffè la riduzione del rischio crescerebbe dell’1%.

Nonostante tutte le cautele del caso (i dati contenuti nei vari studi non sono sempre omogenei), secondo gli scienziati ci sono spiegazioni biologiche che rendono plausibili i risultati ottenuti. Il caffè è infatti portatore di alcuni comprovati benefici, tra cui: miglioramento del metabolismo del glucosio, effetti antinfiammatori e antiossidanti, regolazione dei livelli degli ormoni sessuali. Questi fattori, spiegano gli autori, sono in grado di incidere sull’insorgenza, lo sviluppo e la progressione del tumore alla prostata.

Alla luce di quanto emerso, saranno necessarie nuove ricerche per comprendere quali meccanismi e quali composti attivi entrano eventualmente in gioco. "Se venisse dimostrato in modo ulteriore che c’è [davvero] un rapporto di causa-effetto, gli uomini potrebbero essere incoraggiati ad aumentare il consumo di caffè per ridurre il potenziale rischio di cancro alla prostata", si legge in una nota conclusiva.