Danny Devito, Arnold Schwarzenegger e Emma Thompson in Junior
Danny Devito, Arnold Schwarzenegger e Emma Thompson in Junior

New York, 4 dicembre 2015 .- Secondo Yahoo si avvicina il giorno in cui vedremo un uomo incinta. Infatti tra 5 anni il trapianto di utero per gli uomini sarà possibile, e tra 10 il miracolo. A dare la notizia sono i medici della Cleveland Clinic, a Cleveland, nell'Ohio, che hanno anche dichiarato di aver già iniziato a selezionare i candidati alla sperimentazione. 

 "La mia ipotesi è che tra cinque, dieci anni o forse prima, anche per gli uomini sarà possibile portare a termine una gravidanza e partorire", azzarda la dottoressa Karine Chung, direttrice del programma di conservazione della fertilità di una importante università della California. Ma non sarà una passeggiata come per Arnold Schwarzenegger in 1994 'Junior'. 

Non è facile: se la medicina moderna sa sopprimere gli ormoni maschili e introdurre quelli femminili nelle donne transgender, rendendo possibile l'allattamento e ottenendo delle vagine costruite chirurgicamente con tanto di clitoride, è anche vero che le donne hanno la vascolarizzazione necessaria ad alimentare l'utero con il sangue, legamenti pelvici che supportano l'utero, la vagina e la cervice uterina, e che gli uomini ne sono sprovvisti.

Quindi la soluzione per dare anche a un uomo le gioie e i dolori del parto, sta nella possibilità usare il ramo di un grande vaso sanguigno, come l'arteria iliaca interna, per l'utero trapiantato (Operazione mai tentata). L'equivalente delle vene uterine e arterie naturali con le quali le donne nutrono l'utero. Poi ci penserebbe una terapia ormonale a preparare l'utero alla gravidanza.

L'ostacolo più grande sarà il trasferimento di un embrione coltivato in vitro nell'utero trapiantato. Altro freno è il fattore economico. Infatti secondo la Fondazione Nazionale dei Trapianti, negli Usa i costi per un trapianto sono molto elevati e vanno dai 25.000 dollari per quello alla cornea fino a un milione e 300mila dollari per quello del cuore.

Non va dimenticata la questione etica, senza sottovalutare la salute a lungo termine per i pazienti che subiscono un trapianto e quella dei figli successivi.