Tropismo spiccato per le vie respiratorie. È questa la caratteristica che contraddistingue i coronavirus, di qualsiasi tipi essi siano, e che spiega come mai i fastidi legati all’infezione si concentrino proprio su bronchi e polmoni. Questi ceppi virali, infatti, tendono a replicarsi preferibilmente all’interno delle cellule dell’apparato respiratorio, come del resto avviene per i virus dell’influenza. Questo fatto, se da un lato può ovviamente creare confusione nella definizione della reale causa dei problemi, dall’altro chiarisce perfettamente il quadro che, nella maggior parte dei casi, si manifesta anche dopo l’infezione da Sars2-Covid-19.

I sintomi più classici sono quindi febbre, con rialzo termico che può essere più o meno marcato, tosse secca, difficile da trattare e, nelle forme più serie, anche difficoltà respiratorie. Ma non bisogna dimenticare che possono esserci quadri che passano quasi del tutto in silenzio e si limitano magari a qualche starnuto o a qualche colpo di tosse, che fa pensare soprattutto ad una classica infreddatura di stagione. Al momento, in ogni caso, non si può definire con certezza né l’evoluzione del quadro né l’intensità dei sintomi che si presentano nel singolo individuo. L’attenzione va portata a quella minima percentuale di casi in cui, per motivi che sono ancora da comprendere completamente, la Covid-19 (in questo modo si definisce la malattia, perché la D sta per Disease che in inglese significa patologia) induce intensi sintomi respiratori con la comparsa di polmonite.

In questo caso può intervenire infatti un’insufficienza respiratoria grave che ovviamente va trattata con adeguate risorse, anche attraverso tecniche che sono disponibili solamente in aree specializzate degli ospedali, per “mettere a riposo” i polmoni e consentire quindi il recupero della loro funzione. Come detto, tuttavia, sono davvero pochi i casi che richiedono un trattamento di questo tipo. Per chi deve fare i conti con i classici sintomi dell’influenza di stagione, che in qualche modo replicano quanto avviene con l’infezione da Sars-Covid-19, il consiglio è quindi semplice. Visto che il corpo risponde all’attacco e alla replicazione del virus mettendo in atto le sue strategie di difesa, prima tra tutte l’infiammazione con il conseguente rialzo febbrile, il controllo dei fastidi appare cruciale: meglio informare il medico.

Federico Mereta