Il nome è esotico, topinambur (gli fu dato da una tribù brasiliana), ma è di casa in Italia: originario del Canada e del Nord America, e poi diffuso in Sud America, arrivò in Europa nel 1.400 portato da un esploratore francese. La pianta fa dei bei fiori gialli fra fine agosto e ottobre, e i tuberi si raccolgono d’inverno, meglio con il gelo perché sono più dolci: il gusto ricorda il carciofo. Molto buoni in cucina, sono anche ottimi per la salute, facilmente digeribili e ipocalorici: crudi apportano 73 calorie. Contengono vitamina B1, Niacina e vitamina C e, tra i minerali, ferro, potassio e fosforo. Consigliati anche ai diabetici, hanno un basso indice glicemico, pari a 50 (quello delle patate è pari a 93 se cotte al vapore e 77 se lessate), quindi vengono digeriti lentamente e non causano veloci fluttuazioni dei livelli di glucosio nel sangue. Apportano anche inulina, un polimero glucidico importante per il microbiota intestinale, perché stimola lo sviluppo dei bifidobatteri, che contrastano i batteri nocivi dell’intestino. Questo ortaggio è molto versatile, si può consumare crudo grattugiato nelle insalate, anche con la buccia se questa è sottile, sennò pelato, saltato in padella per accompagnare uno spezzatino. Ma anche semplicemente scottato in tegame con un po’ di olio evo, aglio, sale, pepe e peperoncino è davvero gustoso e salubre.

G. C.