La ricerca di strategie per sbarrare la strada al cancro mammario, nelle forme meno favorevoli, ha fatto un altro passo avanti. In occasione del congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) sono stati annunciati i risultati dell’analisi finale dello studio SOLAR-1, che ha valutato i vantaggi dell’aggiunta di una nuova molecola, alpelisib, in combinazione con fulvestrant, nelle pazienti con tumore del seno avanzato positivo per i recettori ormonali, negativo per il recettore 2 del fattore di crescita dell’epidermide umano (HR+HER2-) con mutazione PIK3CA. Possono sembrare temi per addetti ai lavori, in realtà hanno riflessi sulla vita di migliaia di donne che affrontano questa sfida. Alpelisib è l’unico trattamento approvato in Europa, Stati Uniti e in altre 15 nazioni del mondo specificatamente per questo tipo di neoplasia della mammella.

"L’anno scorso, in Italia, sono stati stimati circa 53mila nuovi casi di tumore della mammella – ha affermato il professor Pierfranco Conte, docente universitario e direttore di dipartimento nell’Istituto Oncologico Veneto di Padova, tra le massime autorità in materia – teniamo presente che circa due terzi delle pazienti sono colpite dalla forma HR+HER2 negativa. PIK3CA è il gene mutato più comune nel carcinoma mammario, importante perché regola il metabolismo cellulare, presente in circa il 40% delle pazienti di cui parliamo.

Quando questo gene PIK3CA è mutato, produce una proteina anomala, che viene bloccata da alpelisib, terapia a bersaglio molecolare. Il farmaco interviene sul controllo della crescita della malattia riducendo le dimensioni complessive del tumore".

Ma facciamo un passo indietro. "La strategia nei tumori mammari positivi ai recettori ormonali è costituita dall’ormonoterapia, utilizzata in diverse linee prima di arrivare alla chemio, che è meno tollerata e non può essere somministrata per lunghi periodi", continua il professor Conte. Alpelisib, come evidenziato dallo studio SOLAR-1, potenzia l’efficacia dell’ormonoterapia e permette di compiere un passo in avanti verso la cronicizzazione della malattia. Nello studio Solar-1, il trattamento con alpelisib associato a fulvestrant ha dimostrato un beneficio aggiuntivo in termini di sopravvivenza globale di 8 mesi, rispetto alla sola ormonoterapia. Questo dato, unito all’aumento statisticamente e clinicamente significativo della sopravvivenza libera da progressione, supporta ulteriormente l’efficacia di alpelisib in una popolazione di pazienti con prognosi particolarmente sfavorevole dovuta alla presenza della mutazione PIK3CA.

Alpelisib è stato approvato dall’Agenzia Europea del Farmaco lo scorso luglio. In oncologia, l’arrivo di una nuova terapia mirata richiede il ripensamento della strategia diagnostica e terapeutica. È, quindi, indispensabile che la mutazione del gene PIK3CA sia individuata con un test specifico, eseguito su tessuto tumorale o su sangue tramite biopsia liquida. I laboratori di anatomia patologica devono pertanto attrezzarsi al fine di individuare la mutazione. È necessario quindi che l’oncologo, prima di iniziare il trattamento, sappia se è presente la mutazione, per definire la strategia e la scelta della corretta sequenza di terapie ormonali. Questa mutazione, inoltre, è presente anche negli altri tipi di tumore della mammella, triplo negativo e HER2 positivo, e in altre neoplasie come quella del distretto testa-collo e dell’ovaio. Si apre quindi la strada al trattamento di molte patologie.

"Sono orgoglioso di questi dati, che dimostrano un beneficio clinicamente significativo, dando una prospettiva terapeutica al 40% delle pazienti con tumore del seno avanzato HR+HER2- con mutazione PIK3CA, che si associa generalmente a una prognosi sfavorevole", ha affermato Luigi Boano, General Manager di Novartis Oncology Italia. "Siamo infatti fortemente impegnati nella ricerca e sviluppo di trattamenti oncologici innovativi e di farmaci target diretti verso una specifica mutazione, anche nell’ambito del tumore al seno. Con alpelisib potremo offrire la prima e unica terapia specificamente approvata contro il tumore al seno avanzato con mutazione PIK3CA".