Test drive through (Ansa)
Test drive through (Ansa)

Bologa, 19 marzo 2020 - Per contenere i contagi da Covid-19 in maniera adeguata è importante, come suggerito da numerosi virologi, riuscire a "scovare" e isolare gli asintomatici, che involontariamente possono rappresentare un veicolo di trasmissione. Il nuovo obiettivo che ci si sta prefiggendo da Nord a Sud, tentando differenti strade, è dunque quello di intensificare i controlli. Per centrarlo a Bologna si sperimenta il tampone drive-thru, mentre il Lazio ipotizza lo screening veloce. 

A Bologna tamponi in auto: come funzionano

A Bologna, lo scorso weekend, è stato schierato il tampone drive-thru (o drive-through) già testato con successo in Corea del Sud e in Australia, che prevede il test a bordo della propria vettura in maniera sicura e veloce. A San Lazzaro, comune alle porte di Bologna, per il progetto pilota in neanche tre ore sono stati effettuati 73 tamponi. I soggetti sottoposti al nuovo test al momento sono operatori entrati a contatto con casi positivi di Covid-19, parenti di persone colpite dal morbo e altri soggetti considerati a rischio. L'Ausl fa spere che entro una settimana saranno montati due gazebo e allargare l’impiego dei tamponi ‘drive-thru’. Saranno mobili e potranno essere spostati, di volta in volta, in base alle richieste e alle necessità. 

Come specificato dall'Ausl: "Non si tratta di un nuovo test rapido di positività". L’innovazione consiste unicamente nella somministrazione del tampone, che, invece che a domicilio, viene effettuata a bordo dell’automobile della persona invitata dal Dipartimento di Sanità Pubblica a sottoporsi al controllo. Ciò consente di aumentare la capacità di effettuare i tamponi da parte dei servizi di Igienedell'Ausl, con una media di 1 tampone ogni 5 minuti, razionalizzando, al contempo, l’utilizzo delle risorse professionali e dei dispositivi di protezione degli operatori sanitari coinvolti. L’attività non sostituisce i tamponi effettuati a domicilio delle persone in isolamento da parte degli operatori dell’Assistenza Domiciliare e dell’Igiene Pubblica. Le persone sottoposte ai controlli saranno identificate per mezzo della targa, una volta ottenuto il risultato del test. 

Il Lazio ipotizza lo screening veloce

La Regione Lazio sta invece pensando di mettere a punto lo screening veloce, che "consiste nel fare delle Tac per individuare i sospetti casi di polmonite. La tac si fa in alcuni minuti, il tampone richiede diverse ore". A spiegarlo è Alessio D'Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio: "Abbiamo un sistema di intelligenza artificiale grazie alle nostre università e credo che questo sia un elemento utile per individuare in maniera precoce sospette polmoniti, per poi essere confermate attraverso il tampone. Questo ci consente - ha concluso - una minore attesa e un'individuazione precoce, che per noi è molto importante". 

Zaia: "Tamponi anche ai passanti"

A caldeggiare la linea dei "tamponi a tappeto" è il governatore del Veneto Luca Zaia, che ha annunciato che intende intensificare i test, anche sui passanti, per arrivare a isolare quanti più asintomatici possibile. Il leghista, ai microfoni di Radio 24, ha aggiunto: "Il controllo degli spostamenti delle persone attraverso le celle agganciate dai telefonini, come fatto a Milano, sarebbe un'ottima soluzione ma ci vuole una norma che dia legittimazione giuridica, perchè si tratta di fatto di una limitazione della privacy".