Stare seduti troppo a lungo aumenta ansia e depressione

Uno studio scientifico rivela che il tempo trascorso stando seduti e i sintomi legati alla depressione sono strettamente correlati

11/11/2021
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I comportamenti sedentari sono collegati alla salute mentale e non alzarsi dalla scrivania, dal letto o dal divano per troppo tempo ha influenze negative non solo sul fisico ma anche nel modo in cui gli individui pensano, sentono e percepiscono il mondo. Con il rischio che ansia e depressione si manifestino in percentuali più elevate rispetto a chi ha una vita attiva. È questo il risultato al quale sono arrivati i ricercatori della Iowa State University nel loro studio, appena pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health.

 

Il Covid ha aumentato la percentuale di sedentarietà

Che la pandemia abbia costretto tante persone a passare molte più ore del solito a casa, magari seduti alla scrivania, è cosa ben nota. Quello che non era scontato è che il tempo in più trascorso senza alzarsi abbia conseguenze negative non solo fisiche ma anche mentali. Molte persone in tutto il mondo hanno continuato a passare molto tempo sedute anche dopo la fine del lockdown, entrando in un circolo vizioso di depressione e sedentarietà da cui pare sia abbastanza difficile uscire.

 

Gli scienziati dell’Università americana hanno esaminato nel loro studio la correlazione fra l’attività fisica e i comportamenti sedentari. E hanno visto come cambiare le proprie abitudini influenzi il modo in cui ragioniamo e ci relazioniamo con il resto del mondo.

 

Per avere un’istantanea di questi cambiamenti, il team di ricercatori americani ha intervistato più di 3 mila individui. Chi partecipava al sondaggio doveva riferire il tempo in più trascorso stando seduti, magari davanti a uno schermo, rispetto ai tempi pre-pandemia. Utilizzando delle scale cliniche gli studiosi hanno poi rilevato i cambiamenti nel loro benessere mentale, legati soprattutto all’insorgenza di sintomi depressivi e di ansia.

 

Lockdown e depressione

I partecipanti hanno compilato lo stesso sondaggio ogni settimana tra aprile e giugno e i dati raccolti nell’indagine scientifica hanno dimostrato che gli individui che solitamente rispettavano le linee guida sull’attività fisica degli Stati Uniti (cioè 2,5-5 ore di attività fisica da moderata a intensa ogni settimana) prima che la pandemia riducesse la loro attività fisica, si sentivano bene, ma con lo scattare delle restrizioni hanno diminuito del 23% il tempo dedicato allo sport, finendo per accusare stati di ansia e depressione. Molti non ne sono ancora usciti.

 

“Nello studio, durato otto settimane – spiegano i ricercatori – si evince che in media le persone hanno visto migliorare la loro salute mentale e si sono adattate alla vita durante la pandemia. Le persone che invece hanno continuato a stare sedute a lungo hanno amplificato i sintomi depressivi e non si sono riprese allo stesso modo delle altre”.

 

Gli studiosi suggeriscono anche alcune linee guida per il comportamento. “Le persone che lavorano da casa – si legge a conclusione del paper – possono provare a camminare intorno all’isolato prima e dopo la giornata lavorativa per imitare il loro pendolarismo pre-pandemia. L’attività fisica può giovare alle persone fisicamente e mentalmente e aiutare ad aggiungere struttura alla giornata, limitando il manifestarsi di sintomi legati all’ansia e alla depressione”.