Covid-19 e attività fisica: qual è il legame?
Covid-19 e attività fisica: qual è il legame?

Roma, 14 aprile 2021 - L'assenza di attività fisica può essere legata a forme gravi di Covid-19, nonché a una maggiore probabilità di morire a causa della malattia. Il monito arriva da uno studio statunitense pubblicato online sul British Journal of Sports Medicine, che classifica il poco movimento tra i principali fattori di rischio per chi contrae il virus, dietro solo all'età avanzata e alla presenza di trapianti nella storia clinica del paziente.

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I ricercatori sono giunti a questa conclusione dopo avere analizzato i dati relativi a 48.440 adulti moderatamente obesi (BMI medio = 31) con diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 tra gennaio e ottobre 2020. I soggetti, con un'età media di 47 anni, erano per il 62% donne e nella metà dei casi non presentavano patologie pregresse come diabete, cardiopatie o tumori. Al contrario una persona su cinque (18%) era affetta da una patologia, mentre quasi un terzo del campione (32%) soffriva di due o più disturbi.

Sulle base delle informazioni, raccolte a livello ambulatoriale tra marzo 2018 e marzo 2020, ogni paziente è stato incasellato in una di queste tre categorie: costantemente inattivo (da 0 a 10 minuti di attività motoria a settimana), un po' attivo (11-149 minuti), regolarmente attivo (oltre 150 minuti). Nel primo e nell'ultimo gruppo rientrava rispettivamente 7% e il 15% degli individui; mentre la restante fetta del campione si posizionava nella fascia di mezzo, caratterizzata da un'attività fisica tra il basso e il moderato.



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I numeri riguardanti il virus hanno rivelato che nel 9% dei casi analizzati è stato necessario il ricoverato ospedaliero; circa il 3% ha richiesto cure intensive; mentre il 2% ha avuto purtroppo un decorso fatale. Dopo aver ponderato altri fattori potenzialmente influenti, come etnia, sesso ed età, i ricercatori hanno concluso che le persone fisicamente inattive avevano più del doppio della probabilità di finire in ospedale a causa del Covid-19, rispetto a chi si impegnava con regolarità ogni settimana. Contestualmente aumentava del 73% la probabilità di cure intensive e di due volte e mezzo quella di morire a seguito dell'infezione.

Le cifre percentuali diminuivano, ma rimanevano comunque significative anche quando gli inattivi venivano confrontati con i soggetti che facevano almeno un po' di movimento. Nello specifico, 20% di probabilità in più di essere ricoverati, il 10% in più di necessitare di cure intensive e il 32% in più di esito infausto. Nonostante lo studio evidenzi alcuni limiti (non c'è una misurazione dettagliata dell'intensità dell'esercizio), gli scienziati sottolineano che i dati sono sufficientemente numerosi e diversificati per affermare che la sedentarietà sembra essere un fattore di rischio più importante di "altri comunemente citati, tra cui fumo, obesità, diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari e tumori".

Quanto scoperto, concludono gli autori, suggerisce l'importanza di accompagnare le buone pratiche come l'uso della mascherina e il distanziamento fisico a una regolare attività motoria, al fine di evitare le possibili gravi complicanze del Covid-19. "Questo messaggio è particolarmente importante viste le maggiori difficoltà - ad allenarsi - con i lockdown e le altre restrizioni pandemiche", si legge in una nota.





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