Quando si smette di fumare occorrono 15 anni per riportare il rischio cardio- vascolare a livelli paragonabili a quelli di chi non ha mai acceso una sigaretta. Associamo il tabacco al rischio bronchite cronica e tumore del polmone, ma occorre salvaguardare allo stesso modo il benessere di cuore e arterie. "Ormai è assodato il ruolo giocato dalle sostanze sprigionate dalla combustione delle sigarette", avverte Enrico Arosio, presidente della Società italiana di medicina vascolare (Simv). Gli angiologi italiani hanno promosso una campagna informativa itinerante, con il sostegno incondizionato di PMI Science, rivolta ai medici che hanno pazienti che stentano a dire addio alla nicotina. A livello internazionale prende piede una impostazione legislativa regolatoria imperniata sulle politiche di riduzione del danno. "Le sigarette, come pure il fumo passivo – aggiunge lo specialista – hanno un impatto negativo sulla salute dell’apparato cardiocircolatorio. Per questo occorre integrare le politiche di prevenzione e controllo"