Una coppia di anziani (Newpress)
Una coppia di anziani (Newpress)

ROMA, 2 gennaio 2014 - Si sa che, invecchiando, si rischia di perdere il sonno, come testimonia l'uso massiccio di sonniferi da parte degli over 65. Ma forse un sistema per evitare le notti in bianco c'è: in un buon apporto di vitamina D - detta 'vitamina del sole' - per gli anziani si nasconde forse il segreto per dormire bene.
È quanto suggerisce uno studio che mette in rapporto una carenza di vitamina D e disturbi del sonno. Secondo un lavoro condotto su quasi 1700 anziani da Ju Wan Kang dell'Università Yonsei a Seul, carenza di vitamina D e disturbi del sonno vanno a braccetto e potrebbero creare un circolo vizioso, ovvero l'uno determina l'altro in un crescendo che fa male alla salute degli anziani. La ricerca è stata pubblicata sul Journal of the American Geriatrics Society. 

"Nel nostro campione - spiega all'Ansa Wan Kang - almeno la metà degli anziani presentava concentrazioni di vitamina D nel sangue più basse del valore soglia considerato normale". Gli esperti hanno visto che chi era carente di vitamina D aveva maggiore probabilità di essere afflitto da disturbi del sonno o di dormire poco. 
La carenza di vitamina D potrebbe ostacolare un sonno di qualità e il dormire poco e male potrebbe indurre l'anziano a uscire meno. Ma poiché stare al sole e alla luce è essenziale affinché il corpo produca vitamina D, si potrebbe creare un circolo vizioso senza uscita. Peraltro ormoni prodotti dall'organismo soprattutto di notte durante il sonno sono importanti per la pigmentazione della pelle e quindi a loro volta per la produzione di vitamina D. 

Per la cronaca, pochi alimenti contengono quantità apprezzabili di vitamina D. Un alimento particolarmente ricco è l'olio di fegato di merluzzo. Seguono, poi, i pesci grassi (come i salmoni e le aringhe), il latte ed i suoi derivati, le uova, il fegato e le verdure verdi.