Sole amico della pelle d’estate, ma con le giuste precauzioni

Michela Tabanelli: "Eritema e ustioni sono effetti dannosi immediati mentre l'invecchiamento cutaneo, le cheratosi attiniche e i tumori si sviluppano nel tempo"

19/06/2022 - di Roberta Bezzi
Dermatologa Michela Tabanelli

Con l’arrivo dell’estate, appena liberi dagli impegni lavorativi, si ritorna a vivere all’aria aperta e a esporsi in spiaggia, alla ricerca della tanto desiderata abbronzatura che dona bellezza. Ma bisogna fare attenzione perché le insidie sono sempre dietro l’angolo. Ne parliamo con Michela Tabanelli, direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Dermatologia dell’ospedale S. Maria delle Croci di Ravenna.

 

Dottoressa, perché l’estate è la stagione più difficile per la nostra pelle?

«Questo è il periodo in cui, per motivi ricreativi, lavorativi o semplicemente climatici, siamo tutti più esposti alle radiazioni solari, che sono responsabili di problematiche acute quali eritemi e ustioni, oltre al possibile scatenarsi o peggioramento di numerose patologie dermatologiche. A tutto questo si aggiungono l’incremento della temperatura, che può portare ad alterazioni della termoregolazione, e delle punture di insetti, in particolare zanzare, imenotteri e zecche».

 

Quali sono i benefici della luce solare?

«Senza luce solare, non ci sarebbe vita sulla terra. Pertanto le radiazioni solari hanno molte azioni positive: la stimolazione di produzione di vitamina D a livello cutaneo, l’azione anti-infiammatoria utile per molte patologie dermatologiche, tra cui la psoriasi, la dermatite atopica, il lichen planus, l’abbassamento della pressione arteriosa e, infine, l’azione antidepressiva».

 

Quanto è necessario esporsi per produrre la quantità giornaliera di vitamina D?

«Anche solo 15 minuti al giorno, scoprendo braccia e gambe».

 

Quali, al contrario, gli effetti dannosi?

«Oltre a eritemi e ustioni che sono effetti dannosi acuti, ci sono poi quelli cronici come il foto-invecchiamento della pelle e la foto-carcinogenesi, ossia lo sviluppo di tumori cutanei. Esposizioni solari acute e intense e ustioni solari sono associate allo sviluppo del carcinoma a cellule basali e del melanoma, mentre esposizioni solari croniche e prolungate sono associate allo sviluppo di cheratosi attiniche e del carcinoma a cellule squamose».

 

Chi è più a rischio di eritema solare e cosa è bene fare per evitarlo?

«A livello della cute, il più importante fattore di protezione è rappresentato dalla melanina, una sostanza pigmentata prodotta dai melanociti che varia in termini di quantità e qualità nei differenti fototipi. I pazienti con fototipo basso, 1 o 2, secondo la scala di Fitzpatrick, con capelli rossi o biondi e con una pelle che si scotta molto facilmente, sono i soggetti più a rischio di eritema e ustioni solari».

 

Cosa è bene fare a scopo preventivo?

«Mettere in atto norme di comportamento adeguato, come una corretta scelta degli orari di esposizione, l’utilizzo di adeguate protezioni, sotto forma di prodotti locali e vestiario, associando eventualmente integratori da assumere per via orale».
Le creme solari sono un indispensabile alleato della pelle. Come sceglierle?
«I prodotti locali per la foto-protezione contengono due classi di sostanze protettive: schermi fisici e filtri chimici. Il più noto indice che valuta il potere di foto-protezione di un prodotto topico, è l’SPF, ossia il Sun Protection Factor, che attualmente viene utilizzato per classificare i prodotti in protezione bassa, media, alta e molto alta. Dato che servirebbe una grandissima quantità di crema per avere un alto fattore di protezione, conviene utilizzare sempre una crema solare con protezione alta. Gli attuali prodotti in commercio sono molto attenti alla qualità in termini di efficacia, stabilità, tollerabilità, gradevolezza, resistenza all’acqua e al sudore, rispetto dell’ambiente».

 

Gli integratori possono essere di aiuto?

«Sì. In particolare, i soggetti con fototipo basso possono anche utilizzare, a scopo di foto-protezione, integratori a base di sostanze che agiscono come anti-ossidanti, quali il beta carotene o i derivati del polypodium leucotomos. Questi ultimi servono per ridurre gli effetti dannosi prodotti dai quelle radiazioni solari UV che sono sfuggite all’impiego delle creme protettive e all’utilizzo di vestiario».

 

Quali patologie temono particolarmente il sole?

«Alcune malattie infiammatorie come il lupus eritematoso e la rosacea, e infettive quali l’herpes simplex e le verruche. Esistono poi patologie provocate direttamente e unicamente dall’esposizione solare, tra cui spiccano l’orticaria solare e l’eruzione polimorfa solare».

 

Quali sono i problemi dermatologici per cui si ricorre più di frequente al pronto soccorso durante il periodo estivo?

«Si registra sempre un certo numero di casi di ustioni da fiamma o da liquidi bollenti, legate per lo più all’utilizzo di barbecue, così come di punture di insetti, soprattutto se diffuse e con sintomi soggettivi importanti, e di infezioni cutanee quali l’impetigine, l’erisipela e l’orticaria».

 

Profilo biografico

Michela Tabanelli dirige la Dermatologia di Ravenna, che si articola su tre ospedali  (Ravenna, Lugo e Faenza). Si occupa in particolare della gestione delle malattie infiammatorie cutanee gravi, quali la psoriasi e la dermatite atopica, dell’utilizzo dei farmaci biologici, delle malattie cutanee rare e dello screening per la diagnosi tempestiva e del follow-up del melanoma, attraverso l’utilizzo della video-dermatoscopia o epiluminescenza digitalizzata.