Non ci sono prove serie sulla relazione fra display e malattia mentale
Non ci sono prove serie sulla relazione fra display e malattia mentale

È vero che gli smartphone stanno distruggendo gli adolescenti? È vero che passare ore sui display provoca aumento della depressione, dell'ansia e dei tentativi di suicidio nei giovani? Insomma, sono giustificate le preoccupazioni dei genitori sull’uso troppo intensivo dei telefonini da parte dei figli? Secondo un importante studio condotto dalla University of North Carolina at Greensboro la risposta è no. O almeno, la situazione non è così drammatica come spesso si pensa. Il team americano spiega che non esistono vere prove del fatto che il tempo passato sugli schermi digitali causi problemi di salute mentale ai ragazzi.

 

Stare sui display non fa male

I ricercatori americani, nello studio pubblicato su Clinical Psychological Science, hanno monitorato l'uso dello smartphone negli adolescenti americani, intervistando più di 2000 giovani, tra i 9 ei 15 anni in una scuola pubblica. Le domande riguardavano i loro sintomi di salute mentale riferiti sull'uso quotidiano della tecnologia. Un anno dopo, circa 400 tra i partecipanti sono stati sottoposti a un monitoraggio intenso da parte dei ricercatori, per capire gli effetti dell’uso dei device digitali a distanza. La cosa più importante che è emersa dai risultati è la scoperta che un tempo di permanenza sui display maggiore non è correlato a una peggiore salute mentale. Non solo, in alcuni casi hanno rilevato come l'uso della tecnologia abbia perfino ridotto i livelli di ansia e i sintomi della depressione tra gli adolescenti.

 

Creatività digitale contro la depressione

"Contrariamente alla credenza comune secondo cui smartphone e social media stanno danneggiando la salute mentale degli adolescenti, non vediamo molto supporto all'idea che il tempo trascorso su telefonini e online sia associato a un aumento del rischio di problemi di salute mentale", afferma la psicologa Michaeline Jensen.
Il team accademico ha scoperto l’esistenza di alcuni vantaggi scaturiti dall'uso dello smartphone. Ad esempio i giovani che scrivevano di più sulla tastiera dello schermo hanno riportato livelli più bassi di depressione. Insomma, l’uso dello smartphone avrebbe anche ricadute positive in termini di creatività e salute: "Vediamo che chi trascorre la maggior parte del tempo sugli strumenti tecnologici creando contenuti potrebbe godere di una migliore salute psicologica", spiegano gli autori.

 

Cosa deve fare la scienza

Lo studio americano smentisce alcune ricerche degli anni scorsi che collegavano smartphone e malattia mentale. È forse troppo presto per capire come la tecnologia stia influenzando le nuove generazioni e la loro salute. E focalizzarsi solamente sul tempo passato sui display può essere un approccio limitante. "La letteratura esistente evidenzia l'importanza di misurare sia la qualità che la quantità dei diversi tipi di attività che i giovani svolgono online", sostengono gli autori del nuovo studio, "piuttosto che basarsi solo su una somma lorda di tempo trascorso sugli schermi, che può includere interazioni sociali potenzialmente benefiche con amici intimi".
Gli autori suggeriscono quindi che gli studi dovrebbero concentrarsi meno sul tempo stesso dello schermo e più su come possiamo educare e supportare meglio i giovani che crescono nell'era digitale.