Il sistema immunitario attacca se stesso e fa entrare in scena il ‘lupo cattivo’
Il sistema immunitario attacca se stesso e fa entrare in scena il ‘lupo cattivo’

IL SUO NOME viene da un animale che, fin dalle storie che si raccontano ai bimbi, fa paura. Le sfumature che si possono creare intorno alle ali del naso, infatti, ricordano quelle del lupo. Di certo c’è che, a prescindere dalle diverse localizzazioni, “morde” le articolazione, e non solo. Colpisce soprattutto le donne, come dal resto accade per diverse malattie autoimmuni. Sono queste le caratteristiche del Lupus Eritematoso Sistemico, denominato più spesso con la sigla LES, una malattia cronica autoimmune che si presenta con lesioni di tipo infiammatorie e può colpire diversi organi o tessuti di chi ne soffre. La ricerca, per fortuna, sta portando avanti approcci che consentono di controllare meglio la patologia, che deve però essere riconosciuta presto. Ancora oggi, la diagnosi, anche per le caratteristiche variabili dei sintomi, purtroppo può arrivare dopo diverso tempo.

Come capita nelle patologie autoimmuni, anche nel LES pur non essendo presente una causa specifica e diretta della malattia avviene un fenomeno di cui faremmo a meno. Ad un certo punto l’organismo “sbaglia” e non riconosce più come propri cellule e tessuti che ne fanno parte. Il sistema difensivo, a quel punto, non ha scelta e produce “soldati” che hanno il compito di attaccare proprio quelle cellule. Il risultato è ovviamente la comparsa di problemi di salute, che vedono nell’infiammazione, fondamentale per aumentare la risposta (in questo caso non voluta) del corpo nei confronti dell’avversario che tale non è. Il processo, nelle forme più gravi, può interessare l’intero organismo: per fare un esempio, in chi è malato si possono individuare autoanticorpi diretti contro gli antigeni del nucleo cellulare.

Il LES è una malattia grave, eterogenea, autoimmune e cronica con interessamento sistemico e con decorso clinico variabile e imprevedibile. Colpisce maggiormente le donne in età fertile (rapporto 9:1 femmine-maschi) e si presenta con fasi di riposo, in cui la persona sta meglio, che si alternano a momenti di esacerbazione, in cui gli organi vengono “attaccati” dalla risposta difensiva sbagliata. Oltre a presentare ovviamente una riduzione della qualità di vita, legata soprattutto al dolore, alla difficoltà a riposare normalmente ed alla fatica, chi ne soffre presenta molto frequentemente problemi alle articolazioni con dolore e infiammazione, ma possono anche essere interessati, tra gli altri organi e tessuti, la pelle, il sangue ed i reni. Più rare sono le localizzazione al cuore o alle pleure e ad altre strutture dell’organismo.

F. M.