di Loredana Del Ninno

Più belle sì, ma in sicurezza. Prima di ricorrere alla chirurgia plastica , per evitare spiacevoli inconvenienti, è bene porre grande attenzione nella scelta dello specialista che eseguirà l’intervento. Ne parliamo con Paolo Santanchè (nella foto a destra), chirurgo plastico a Milano.

Dottore, da dove cominciare?

"Anzitutto evitare la fretta e raccogliere più informazioni possibili per valutare la competenza del professionista a cui affidarsi, partendo dai titoli di studio. Un chirurgo plastico deve avere conseguito la laurea in Medicina e la specializzazione in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, da non confondersi – lo ha chiarito anche il Ministero – con i ‘Master in Chirurgia estetica’ che durano un anno e mediamente consistono in una settimana al mese di lezioni teoriche. Nulla a che vedere con la formazione operativa che può dare solo una Scuola di specializzazione in Chirurgia plastica della durata di 5 anni. Successivamente vanno fatte altre considerazioni".

Quali?

"La chirurgia estetica è una branca della chirurgia plastica che si rivolge a pazienti sani che vogliono migliorare il proprio aspetto, a differenza di quella ricostruttiva che interviene invece su lesioni traumatiche o patologiche e può essere eseguita negli ospedali. Gli specialisti che hanno una maggiore esperienza in campo estetico e offrono quindi maggiori garanzie esercitano la loro attività in privato".

Come verificare il possesso dei titoli di studio?

"È sufficiente digitare il nome e cognome del professionista nell’apposita sezione del sito della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (www.fnomceo.it), dove risultano data di laurea e le specializzazioni conseguite, della Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (www.sicpre.org) e dell’Associazione italiana di chirurgia plastica (www.aicpe.org). La mancata iscrizione alle ultime due associazioni di categoria deve indurre a fare ulteriori verifiche. Mi preme tuttavia sottolineare che si tratta di criteri indicativi e non tassativi".

Cosa fare dopo aver individuato il professionista?

"A questo punto si entra nella fase dei colloqui pre - intervento, che devono essere almeno due. Lo specialista è tenuto a chiarire in modo esaustivo i risultati che si possono ottenere e se l’operazione può dare conseguenze. Il consenso informato – indispensabile per legge – deve essere firmato qualche giorno prima di entrare in sala operatoria proprio per dare al paziente tutto il tempo di metabolizzare le informazioni ricevute. Diffidare di chi presenta il modulo all’ultimo minuto".

Esistono indicazioni sulla scelta della sede dell’operazione?

"Tutti gli interventi di chirurgia plastica estetica, anche quelli percepiti come meno complessi, vanno eseguiti in sala operatoria alla presenza di un anestesista pure quando prevedono l’anestesia locale che – in rari casi – può scatenare una crisi vagale con conseguente arresto cardiaco. La presenza dell’anestesista mette al riparo da eventuali complicazioni. È imprescindibile scegliere strutture in day surgey o case di cura. Bisogna insospettirsi di fronte a un professionista che propone di operare in ambulatori chirurgici – prassi vietata per legge da molte Regioni – in quanto non dotati dei requisiti indispensabili per garantire un’ambiente sterile e sicuro".

Qual è la dote psicologica più importante di un buon chirurgo plastico?

"Un bravo professionista deve saper entrare nella mente del paziente e capire il suo problema, individuando la soluzione ideale per renderlo soddisfatto. Deve inoltre saper dire no a richieste che reputa esteticamente inopportune o rischiose per la salute di chi ha di fronte, anche a costo di perdere la possibilità di eseguire l’intervento".

C’è un età al di sotto della quale gli interventi sono sconsigliati?

"No, anche se la legge vieta di eseguire interventi al seno sulle minorenni. Non piacersi crea problemi a tutte le età, ma quando si è giovani i complessi sono talvolta devastanti e i vantaggi psicologici dopo aver fatto pace con la propria immagine sono innegabili".

Si possono richiedere informazioni sugli eventuali dispositivi usati per l’intervento?

"La scelta dei materiali – come ad esempio protesi o filler – compete al chirurgo, tenuto però a rilasciare i talloncini relativi al prodotto, che dovranno essere conservati dal paziente. Diffidare del medico che impianta filler e non consegna l’apposito sticker a garanzia della regolarità dell’impianto".