Coronavirus, i pazienti con talassemia, drepanocitosi e anemie rare hanno rivolto un accorato appello al mondo del volontariato chiedendo di continuare a donare il sangue, superando le esitazioni del momento. «Per gran parte dei soggetti rappresentati dalla nostra onlus il trattamento trasfusionale periodico è indispensabile, indifferibile, necessario per vivere – si legge nel testo dell’appello diffuso dalla associazione United – chiediamo pertanto a tutti i donatori di sangue di continuare anche in questo momento di confusione ad aiutarci affinché le terapie salvavita siano garantite per tutti, in tutte le Regioni d’Italia. Chiediamo, inoltre, a chi può e ancora non l’ha fatto, di iniziare a donare sangue, perché molti donatori attivi residenti nelle zone colpite dal virus sono attualmente impossibilitati».

L’appello fa seguito alla dichiarazione di uno stop di 28 giorni alle donazioni di sangue per chi è stato, a partire da febbraio, nei comuni in quarantena per il coronavirus, secondo quanto previsto dalla circolare del Centro Nazionale Sangue, che ha aggiornato le misure contro l’ epidemia. Chi non è interessato dalle misure ed è in buona salute, ricordano le associazioni e federazioni dei donatori, può andare a donare tranquillamente, seguendo le stesse precauzioni indicate per la popolazione generale.

«Ad oggi, il rischio di trasmissione trasfusionale di Sars-CoV-2 non è documentato, e le misure sono solo precauzionali, in accordo con quanto indicato dalle autorità europee», ha affermato Giancarlo Maria Liumbruno, direttore generale del Centro Nazionale Sangue, aggiungendo: «In questo periodo l’attenzione è rivolta al nuovo coronavirus, ma non dimentichiamo che ogni giorno ci sono oltre 1.800 pazienti che hanno bisogno di terapie trasfusionali. Per i donatori le precauzioni da adottare sono quelle valide per tutti contro il coronavirus, requisito fondamentale per donare è essere in buona salute, basta un raffreddore per essere esclusi». La circolare prevede anche, tra le altre raccomandazioni quella di misurare la temperatura ai potenziali donatori ai centri di raccolta. «I donatori – conclude da parte sua Aldo Ozino Caligaris, portavoce del Civis, il coordinamento delle associazioni di volontariato – possono continuare a donare sangue senza timori seguendo le precauzioni che sono sempre valide, soprattutto nel periodo di massima diffusione dell’influenza».

Alessandro Malpelo