Sono ripresi i trattamenti

di fecondazione assistita

a seguito del via libera del Centro Nazionale Trapianti

e del Registro PMA dell’Istituto Superiore di Sanità. Gli specialisti della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, attraverso il gruppo di interesse speciale (GISS) in Medicina della Riproduzione, hanno redatto un protocollo che prevede la riorganizzazione degli spazi, delle attività, il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, e tre triage che costituiscono check-point di verifica dello stato di salute delle coppie e degli operatori sanitari. "Oltre il 30% delle donne che accede alla PMA – ha dichiarato il professor Nicola Colacurci, coordinatore del GISS – ha più di 40 anni, e teme di perdere una opportunità. La nostra priorità era dare una risposta a quante avevano intrapreso un percorso di fecondazione assistita, o che erano in procinto di farlo, e che durante il lockdown hanno vissuto con sofferenza l’ansia del tempo che scorre".