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Ridurre pancia e girovita? Si può fare così

Il grasso addominale non è solo un problema estetico, ma un vero organo ’infiammatorio’ che spiana la strada a diverse patologie

22/08/2021 - di Ciro Vestita

Diciamoci la verità: la parte più odiosa del nostro corpo è la pancetta, impietosa appendice di adipe che appare in modo subdolo superati i trent’anni (ma adesso nei giovani sedentari anche prima). Oltre ad un danno estetico, c’è anche un alto fattore di rischio che questa situazione addominale comporta. Le cause? sono quasi sempre le medesime: cattiva ed eccessiva alimentazione, vita sedentaria. E questo da sempre, anche nei secoli passati quando i contadini erano magri come fruste mentre i nobili e (ahimé) preti e frati erano grassi come vitelli.

 

San Tommaso d’Aquino, ad esempio, illuminato santo e filosofo del 1300 era chiamato il ’bue muto’; aveva una pancia talmente enorme che nel suo posto a tavola fu segato un pezzo a semiluna del desco per farlo pranzare più comodo. Mangiava, raccontano i frati del suo convento, in modo luculliano polli e capretti senza proferire parola; aveva un carattere chiuso ma era grande divoratore di succulenti piatti. Quali problemi crea il grasso addominale? Tantissimi: in primis un severo rischio cardiaco. Ma al di là di questo, il grasso addominale secondo alcuni recenti studi è considerato come un vero ’organo infiammatorio’ capace di infiammare qualsiasi tessuto spianando la strada a severe patologie. La cura? una e semplicissima : mangiare meno e muoversi di più. Importantissimo nel percorso dietologico e depurativo la camminata giornaliera, vera metodica salvavita. Ai tempi di san Tommaso d’Aquino una alimentazione così ricca era essenzialmente riservata ai nobili ed al clero; i contadini in quel momento, veri servi della gleba, si cibavano essenzialmente di cereali e frutta, cosa che tornava tutta a loro vantaggio visto il potere depurativo ed antinfiammatorio di questi alimenti.

 

Ma oggi la frutta che abbiamo a disposizione è come quella dei secoli passati? Bah… Come sempre, una volta la settimana, faccio la spesa nei supermercati: e sono tanti i cereali, le verdure e la frutta di cui recentemente ho ’imparato’ cose nuove. Ho visto ad es. sui banchi l’uva senza semi, il cocomero senza semi per non parlare di altri ’senza’, ad es. senza glutine (povera proteina, da anni criminalizzata dimenticando che fino a pochi anni fa esisteva la pastina glutinata per fare crescere meglio i bambini). Ma iniziamo dall’uva senza semi: il seme della frutta (ma anche dei cereali) è quel biosistema che se piantato riesce a creare una pianta, nel caso dell’uva una vite,per il grano una spiga: evidentemente questi semi hanno il potere immenso di creare una nuova vita avendo con sé un esercito completo per ottenere questo.

 

Il seme dell’uva, chiamato anche vinacciolo, è ad esempio ricchissimo di potenti antibiotici naturali ed di acidi omega tre. Il suo olio è prezioso, al punto che in passato faceva parte della Ampeloterapia, la possibilità – in una era in cui non c ‘erano antibiotici –, di curare patologie anche gravi. Da qui arriva quindi il consiglio dei vecchi medici di masticare ed ingoiare i semi del grappolo. Idem per il cocomero: mangiare qualche seme di anguria vuol dire disinfettare il nostro intestino (regolarizzando la flora intestinale) oltre a rifornirci di polifenoli, detti anche molecole salvavita. E quindi? Certamente ottimi uva e cocomero senza semi, ma io mangio quelli con.

 

IL PANINO PIÙ FAMOSO DEL MONDO

L’hamburger è il simbolo di una rinascita

Attenzione però a smaltire i grassi in eccesso

 

 

Nell’agosto 1943 l’aviazione inglese intraprende il bombardamento più micidiale della storia. Circa seicento bombardieri della Royal Air Force scaricano sulla città di Amburgo milioni di bombe incendiare al fosforo; nulla potè la contraerea tedesca perché in questa operazione studiata a tavolino fu previsto che i bombardieri inglesi prima di sganciare le bombe liberassero in aria milioni di striscioline di metallo per creare riflessi che potessero disorientare i radar della contraerea tedesca.

 

L’impatto fu micidiale soprattutto per la popolazione civile; il fosforo delle bombe si attaccava alla pelle dei poveri disgraziati prendendo fuoco; disperata questa gente si buttava nei canali; la fiamma si spengeva per poi riattivarsi appena usciti dall’acqua. Fu una fine terribile per migliaia di tedeschi. A questa orribile vendetta contro Hitler fu dato il nome ’Operazione Gomorra’, e la città di Amburgo impiegò anni per riprendersi. Nel frattempo l’economia un po’ si risollevò grazie alla immensa commercializzazione del suo prodotto principe: l’Hamburger, mitico panino fatto con carne, ketchup, cipolla di tropea, insalata più un pane speciale chiamato Bun (pane morbido con semi di sesamo).

 

Questo panino, già famoso nell’Ottocento, ebbe un exploit pazzesco, grazie alle praterie tedesche capaci con i loro pascoli di allevare vitelli forieri di ottima carne. Il pregio degli hambuger è quello di essere un alimento pazzescamente appetitoso e sano (purché gli ingredienti siano buoni). L’unico neo è quello della robusta quantità di grassi che l’hamburger prevede: quasi il 20 %, grassi indispensabili per compattare la carne durante la cottura. Ma se questi grassi li bruciamo poi con una bella passeggiata tutto diventa ok.