La buona notizia notizia della riapertura di bar e pub di Milano e della Lombardia anche dopo le 18 ha rasserenato un po’ gli animi, incupiti dalla chiusura di scuole, musei, cinema, piscine ecc. e dall’annullamento delle manifestazioni pubbliche e sportive. Resilienza amici, ci vuole resilienza, è la parola d’ordine. La vita continua e le difficoltà saranno certamente superate. L’importante è mantenere il sangue freddo e non lasciarci trascinare da deliri collettivi come l’assalto ai supermercati e alle farmacie. Il nostro tessuto economico e sociale è in grado di supportare gli approvvigionamenti. E le mascherine lasciamole a chi è malato, perché servono solo a loro.

Certamente non bisogna abbassare la guardia sulle misure di prevenzione: lavarsi spesso e bene le mani col sapone per almeno un minuto, mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro quando si parla con gli estranei e così via. Ma la vita continua e deve continuare con comportamenti il più vicino possibile alla normalità. Se state bene, evitate di stare chiusi in casa. Ma, se proprio volete farlo, ventilate bene gli ambienti e, se avete tempo, concedetevi il relax della lettura di un buon libro. Riguadagnate il piacere di godere del tempo che avete a disposizione, della vostra vita. Se state bene, approfittate di queste giornate per fare delle belle passeggiate in luoghi non affollati e, magari, riscoprite il contatto con la natura. La serenità interiore rinforza il corpo e lo spirito. E poi, si tenga conto che non c’è niente di nuovo sotto il sole. L’uomo ha già superato più volte situazioni ben più difficili e gravi. In tempi lontani e parecchio oscuri, l’epidemia della peste flagellò Milano (1630), come ci racconta il Manzoni nei Promessi Sposi. E nel 1917, arrivò l’influenza spagnola. Le fake news di allora non correvano in rete, ma nei vicoli oscuri della città dove si cercavano gli untori e si compivano violenze e razzie.

Oggi, per fortuna, abbiamo un mare di competenze scientifiche dalla nostra parte. La scienza e la conoscenza sono le nostre armi migliori. L’importante è farne tesoro, comprendere, e applicarne le indicazioni. Certamente un virus che fa il “salto di specie” è da sempre uno dei fenomeni più temuti in medicina. Prima di adattarci e generare anticorpi per un nuovo agente virale patogeno, rendendolo così meno pericoloso, madre Natura richiede del tempo. Da qui il grandissimo timore per la diffusione di questi nuovi virus con i quali non siamo mai venuti in contatto prima e la necessità di arginare il contagio. Ma tenete conto che il coronavirus sta facendo registrare una mortalità molto bassa, pari al 2-3% per cento come previsto nei modelli elaborati a inizio anno dai ricercatori dell’Imperial College di Londra.

Quindi resilienza e prevenzione, perché dal nuovo coronavirus si guarisce. Mentre risulterebbe ben più grave lasciarsi travolgere dall’avvelenamento della vita sociale, dei rapporti umani e dell’imbarbarimento del vivere civile. Il pericolo che dobbiamo evitare con tutte le nostre forze è quello di sentirci minacciati da un nemico invisibile e onnipresente. Guai guardare ogni nostro simile come una minaccia, come un potenziale aggressore. Guai minare il tessuto sociale con la paura e il sospetto. Grazie alla scienza e alla solidarietà umana, noi, oggi, possiamo non avere paura.

Maurizio Maria Fossati