Pelle arrossata, irritazioni cutanee diffuse, gonfiore, prurito, piccole eruzioni: potrebbe trattarsi di dermatite atopica, ma deve essere il dermatologo a visitare il bambino e a fare diagnosi. La dermatite atopica è la patologia della pelle più diffusa tra i bimbi. Ne parliamo con Luigi Gnecchi, specialista in dermatologia e venereologia all’Asst ospedale San Gerardo, Monza.

Che cos’è la dermatite atopica?

"È una dermatite cronica, ad andamento ‘capriccioso’ e recidivante".

Da cosa dipende?

"È l’espressione di uno stato di iperattività del sistema immunitario cutaneo che si manifesta con secchezza della pelle e prurito, ma non è un’allergia".

Quando può fare la sua comparsa?

"A partire dal terzo mese di vita del neonato, e può affliggere i bambini fino all’età scolare o all’adolescenza. E ha un andamento stagionale con miglioramento durante l’estate".

Quali sono le zone del corpo solitamente più colpite?

"La dermatite atopica del lattante colpisce in prevalenza il volto con lesioni di tipo eczemato-vescicolose, pruriginose. Nel fanciullo (1-5 anni) le lesioni si manifestano a tronco e arti con chiazze eczematose che, in età scolare e nell’adolescenza, possono interessare le pieghe degli arti".

Che consigli possiamo dare?

"Bisogna cercare di preservare il manto lipidico cutaneo idratando la pelle, più volte al giorno, con una crema emolliente. Il bagnetto al bambino deve essere rapido e fatto con acqua tiepida, usando detergenti delicati e oli da bagno. Nella vita quotidiana è sempre buona regola indossare indumenti di cotone, evitando quelli in fibra sintetica".

Quali le cure?

"Il trattamento differisce a seconda delle cause. Sono disponibili in commercio prodotti lenitivi di automedicazione, in grado di alleviare momentaneamente l’infiammazione e il prurito, tra cui le creme all’ossido di zinco e magnesio silicato. Sotto stretto controllo del dermatologo, può essere utilizzata una crema cortisonica per brevi periodi e su aree limitate. Nelle fasi di mantenimento, si può ricorrere agli immunomodulatori topici. Un nuovo farmaco biologico (anticorpo monoclonale) viene impiegato per curare i pazienti adulti anche gravi".

Dermatite da contatto, ci spieghi.

"È molto diffusa. Le dermatiti più frequenti sono a nichel, cobalto, profumi e conservanti. Spesso preceduta da una fase irritativa, la dermatite da contatto è l’espressione di una sensibilizzazione dovuta alla stimolazione del sistema immunitario da parte di antigeni che sono entrati nell’organismo attraverso la cute. L’irritazione della pelle (arrossamento, eczema e vescicole che causano prurito nei casi acuti) può apparire anche in aree diverse da quelle dove è avvenuto il contatto. Ovviamente la prima cosa da fare è allontanare la fonte dell’allergia".

Come si cura?

"Si utilizzano topici cortisonici e antistaminici per via orale".

Pelle e occhi chiari, capelli rossi o biondi, età superiore ai 35 anni e sesso femminile. È l’identikit della paziente affetta da rosacea?

"Sì. La rosacea è una patologia infiammatoria cronica, anche questa capricciosa e recidivante, dovuta a un disturbo vasomotorio del microcircolo a cui si è sostanzialmente predisposti. Si distinguono tre fasi: la fase del rash cutaneo (la vampata in occasione di stimoli emozionali, sforzi fisici o esposizione diretta a fonti di calore), la fase caratterizzata dalla dilatazione dei vasi sanguigni superficiali (la classica couperose), e la fase pustolosa, che colpisce solitamente la fronte, gli zigomi, il naso, il mento".

Come possiamo curarla?

"La terapia deve tenere conto di un’attenta fotoprotezione perché l’esposizione al sole può peggiorare il quadro clinico. I trattamenti topici comprendono brimonidina contro il rash, ivermectina, metronidazolo per la forma papulo-pustolosa. E antibiotici sistemici (tetracicline) nelle forme più gravi".