Milano, 23 febbraio 2020 - Considerato come inevitabile segno dell’età, il calo o addirittura la perdita dell’udito, se non trattato correttamente, può farci brutti scherzi con ripercussioni sulla qualità della vita. Un recente studio giapponese sostiene che rimanere chiusi in casa, isolati, per problemi di udito, soprattutto negli anziani rischia di provocare seri disagi psicologici e perdita di memoria. I problemi clinici della sordità hanno richiamato l’attenzione in tutte le epoche, in Italia, fra i primi fu una donna medico, Trotula de Ruggiero, vissuta tra XI e XII secolo.

Secondo la rivista scientifica The Lancet, oggi, in tutto il mondo circa mezzo miliardo di persone (quasi l’8% della popolazione) soffre di una perdita uditiva. Recenti dati dell’Istituto superiore di sanità (Iss) confermano che nel nostro Paese circa il 20% delle persone che superano i 64 anni presenta un deficit dell’udito, al quale solo una piccola parte supplisce con l’utilizzo di un apparecchio acustico, mentre la maggioranza non fa ricorso ad alcun ausilio.

I disturbi dell’udito possono variare per tipo, causa e intensità. Va considerata anche la complessa struttura dell’apparato uditivo. L’orecchio esterno è costituito dalle orecchie, dette anche padiglione uditivo, e dal condotto uditivo esterno che termina in corrispondenza della membrana del timpano. Nella parte media si trovano la membrana del timpano e tre ossicini (martello, incudine e staffa) che inviano le onde del timpano all’orecchio interno. Questa delicata parte dell’orecchio è costituita dall’organo uditivo a forma di lumaca chiamato coclea, canali semicircolari che contribuiscono all’equilibrio, e i nervi che si collegano al cervello. Il nervo acustico, a sua volta, invia le informazioni sonore dall’orecchio al cervello.

«La perdita dell’udito – secondo gli esperti del Center for disease control and prevention (Cdc) degli Usa – può verificarsi quando qualsiasi parte del sistema uditivo non funziona normalmente, con disturbi lievi o gravi e profondi. Una persona con lieve perdita dell’udito riesce a sentire solo alcuni suoni del parlato, ma non i sussurri. Una perdita moderata spesso non consente di ascoltare a volume normale. Una grave perdita dell’udito permette l’ascolto solo di suoni forti; mentre quella profonda solo suoni molto forti».

Particolare attenzione deve essere rivolta alle perdite dell’udito improvvise. «Si può trattare di improvvisi disturbi dell’udito, moderati o gravi, su base neurosensoriale – afferma Lawrence R. Lustig otorinolaringoiatra della Columbia University medical center and New York presbyterian hospital – che colpiscono circa una persona tra 5mila e 10mila ogni anno. La perdita di udito iniziale è di solito unilaterale con un livello di gravità da lieve a profonda. Possono essere presenti rumori nelle orecchie e in alcuni casi capogiri e vertigini. In questi casi è opportuno sentire rapidamente uno specialista». I disturbi dell’udito possono essere controllati fin dalla nascita e nell’infanzia con screening, adatti a ciascuna età, per la diagnosi precoce della sordità congenita. Sono utilizzati test audiologici, come l’audiometria tonale e vocale, l’indice di riconoscimento vocale, la timpanometria, il riflesso acustico, che, uniti sempre ad un accurato esame clinico specialistico, consentono di avere indicazioni sulle cause e il grado di un eventuale danno uditivo.

Anche per prevenire le perdite dell’udito è necessario adottare opportune attenzioni. Secondo l’Occupational safety and health administration (Osha) del dipartimento del lavoro Usa, è necessario limitare la durata e l’intensità dell’esposizione ai rumori, usando dispositivi di protezione uditiva.