La terapia domiciliare e la presa in carico del paziente affetto da coronavirus è un tema molto sentito. Istituto Superiore di Sanità e Agenas lavorano alla formulazione di linee guida condivise considerando che un paziente su tre, tra quanti vengono ospedalizzati per Covid-19, si potrebbe curare a casa. Preziose indicazioni sono scaturite dalla bozza del gruppo di lavoro della Regione Liguria coordinata da Matteo Bassetti, presidente della Società italiana di terapia antinfettiva, direttore delle Malattie Infettive al San Martino di Genova. Se sopraggiunge la fatica a respirare e l’ossigeno scende troppo (saturimetria) c’è l’indicazione a rivolgersi al pronto soccorso. "In ospedale, entro dieci giorni dall’emergere dei sintomi – afferma Bassetti – si prescrive cortisone a dosi sostenute. Remdesivir è stato approvato nei deficit respiratori, l’antivirale va usato se i sintomi hanno avuto un esordio da meno di dieci giorni, ed è quello che facciamo seguendo i criteri dell’Aifa. L’eparina viene somministrata per evitare che si formino trombi. Nelle forme impegnative di polmonite si aggiunge l’antibiotico".

I punti da chiarire nei confronti delle terapie domiciliari, ha appurato l’Osservatorio di Motore Sanità raccogliendo le reazioni dei medici di famiglia, consistono nel definire le modalità di accesso al paziente, i dispositivi di protezione individuale degli operatori sanitari e il protocollo, cioè il tipo di terapia e assistenza da dare ai pazienti. Regioni come la Toscana, il Veneto e il Lazio hanno deliberato protocolli di impegno della medicina generale e della pediatria di libera scelta sul trattamento domiciliare dei Covid da non ospedalizzare, ma a Roma il Tar ha bocciato la delibera regionale imponendo l’esclusivo impegno delle Usca (squadre volanti di continuità assistenziale, formate perlopiù da giovani dottori) per la presa in carico del paziente domiciliare, assegnando la competenza dei medici di famiglia esclusivamente alla cura delle altre patologie da non ospedalizzare. Dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, arriva intanto un invito alla solidarietà, per fronteggiare tutti insieme nel migliore dei modi la pandemia. "I medici di medicina generale – aggiunge in conclusione il professor Bassetti – potranno usufruire di una consulenza infettivologica telematica, anche così potremo gestire insieme a casa i pazienti, attraverso una collaborazione tra ospedale e territorio".