Non esiste un tipo di materasso migliore in assoluto per tutti: la scelta dipende da quello che cerchiamo e da come siamo fatti, in termini di caratteristiche fisiche e di abitudini notturne. Dobbiamo valutare una serie di criteri, fra cui soprattutto la rigidità, lo spessore, il peso, la posizione del sonno e la temperatura ambientale.

In primo luogo il materasso ottimale dev’essere sufficientemente rigido da sostenere bene il nostro peso, ma senza esagerare: troppo rigido, infatti, rischierebbe di non rispettare la curvatura fisiologica della colonna vertebrale e questo sarebbe un bel problema, alla lunga. Le abitudini di posizione sono decisive: per chi si addormenta in posizione supina, ad esempio, la scelta migliore è senz’altro quella di un materasso più rigido, mentre per chi dorme prevalentemente sul fianco è decisamente meglio optare per un materasso meno rigido e che consenta alla spalla su cui ci si appoggia di sprofondare di più e stare più comodi. Anche il nostro peso è determinante: chi è più corpulento ha bisogno di materassi più rigidi. I magri, invece, necessitano di materassi più flessibili e che permettano al corpo di aderirvi meglio. Il consiglio è quello di provare più materassi prima di acquistarlo, anche perché la vita media di un materasso è di un decennio: vale la pena spendere un po’ di minuti per fare la scelta giusta.

Un buon test da fare al momento dell’acquisto è quello della mano: bisogna cioè sdraiarsi e provare a passare la mano sotto la zona lombare. Se passa troppo agevolmente c’è molto spazio tra il materasso e la nostra schiena, e il test non ha buon esito, perché vuol dire che il materasso è troppo rigido le nostre caratteristiche morfologiche. Il test, però, non ha buon esito neppure se la mano è completamente bloccata: in questo caso infatti il materasso è troppo molle e permette al corpo di sprofondare eccessivamente. La regola d’oro è quella del giusto mezzo.

Ovviamente anche i gusti personali giocano un ruolo essenziale: c’è chi ama dormire sul duro e chi no, indipendentemente da logiche più oggettive. Il dubbio che può sorgere a questo punto, semmai, è un altro: come si concilia tutto questo con l’ovvia constatazione che la maggior parte delle persone vive almeno una fase della vita, spesso piuttosto lunga, condividendo il letto matrimoniale? Due individui con caratteristiche personali e di gusto che possono differire molto come si devono regolare? La risposta è semplice: o si sceglie un materasso che abbia caratteristiche di compromesso tra i diversi bisogni della coppia, o si uniscono due materassi singoli scelti in base alle esigenze specifiche dei due.

Francesco Gerardi