In vacanza
con le ossa 
‘ricostruite’
In vacanza
con le ossa 
‘ricostruite’

SONO SEMPRE PIÙ NUMEROSI gli italiani che vivono con una protesi ortopedica. In Italia si stima che ogni anno ci sia un incremento di circa 220mila impianti, comprese le protesi per traumatologia, ossia in seguito a incidenti. Anca e ginocchio gli interventi più comuni, seguiti da spalla e caviglia, grazie ai quali le persone, prevalentemente anziane ma non solo, riescono a recuperare funzionalità nei movimenti, ad eliminare il dolore e a ritrovare il sorriso. Ma attenzione, nella vita di tutti i giorni e soprattutto in vacanza, è bene osservare con scrupolo alcune regole. A suggerire i giusti comportamenti per il mare o la montagna è il chirurgo ortopedico Andrea Baldini, specialista di anca e ginocchio con oltre 700 interventi all’anno, direttore dell’Istituto Ifca di Firenze e past president dell’European Knee Society.

Dottor Baldini, il sole fa bene ai portatori di protesi?

«Sì fa bene, ma con alcune accortezze. Questi consigli valgono per anca e ginocchio, ma si possono estendere anche a pazienti con protesi alla spalla e alla caviglia. Per prima cosa dobbiamo distinguere tra coloro che hanno avuto un intervento recente, ossia da 3 a 4 mesi, e chi invece è operato da più tempo, fino a molti anni. Chi ha avuto un intervento entro l’anno, deve limitare l’esposizione diretta al sole per non portare infiammazione sulla parte operata».

IL CHIRURGO ORTOPEDICO: «Si può stare al sole ma con moderazione. Attenzione a tutto le possibili cause di infiammazioni all’arto operato»

Quanto tempo per volta?

«Il consiglio è non superate l’ora. Nel caso del ginocchio, la temperatura interna può essere mitigata con asciugamani bagnati da posare sulla gamba. Per l’anca invece questo problema del calore non si pone».

Si può stare in acqua?

«Non ci sono controindicazioni per il bagno, a patto che la pelle sia integra, in quanto il problema delle infezioni periprotesiche è sempre in agguato, anche se a distanza dall’operazione il rischio si riduce molto. Attenzione comunque a non procurarsi graffi o ferite sull’arto operato. E attenzione a punture di insetti che possono evolversi in reazioni estese».

Camminare sulla spiaggia è una buona attività?

«Sì, non è controindicato, ma ovviamente è legato allo stato delle altre articolazioni e all’equilibrio del paziente. Se le forze lo consentono camminare sulla sabbia fa bene in quanto aumenta la capacità di controllare le proprie articolazione».

È vero che con la protessi all’anca si deve fare attenzione a sedersi sulle sdraio?

«In generale si deve stare attenti a tutte le sedute basse, dai lettini agli asciugamani a terra, perché si possono provocare lussazioni. Basta però seguire le necessarie accortezze, che solitamente sono spiegate dai fisioterapisti che hanno seguito il paziente».

Pensiamo ora agli appassionati di montagna.

«Attenzione all’abbigliamento, specialmente se si frequenteranno sentieri nel bosco. In montagna ci si può procurare ferite, anche superficiali, agli arti operati. Quindi, meglio calzettoni e pantaloni lunghi, soprattutto se è meno di un anno che ci si è operati».

Sì a belle passeggiate?

«Sì, ma meglio camminare in pianura per non sollecitare troppo le articolazioni. Dopo un anno dall’intervento si possono fare percorsi con discese e salite maggiori. Bene i bastoncini da trekking, soprattutto nelle discese, che non vanno affrontate con passo svelto, in quanto l’impatto sull’impianto di anca o di ginocchio è simile a quello della corsa  e può essere eccessivo per un’articolazione artificiale.
Chi è stato operato da 3-4 mesi deve evitare di procurarsi gonfiore all’articolazione operata perché può compromettere la flessione dell’arto».