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Proteggere la cute è sempre la prima regola

Emi Dika, responsabile della Dermatologia oncologica del Sant’Orsola di Bologna: «Le neoplasie della pelle sono in aumento»

20/05/2024 - di Monica Raschi

Nell’ultimo decennio l’incidenza dei tumori cutanei ha visto un aumento annuale di casi fra il 3 e l’8 per cento. Emi Dika (nella foto piccola), responsabile della Dermatologia oncologica del Sant’Orsola, cita i dati dell’Associazione italiana registri tumori per spiegare come le neoplasie della pelle, che già rappresentano i tumori più diffusi nell’uomo, stiano diventando sempre più frequenti.

 

 

Professoressa, quali sono i tumori cutanei più emergenti?

«Il più comune è il carcinoma basocellulare: ha un’invasività prevalentemente cutanea, ma costituisce un importante problema di salute pubblica proprio per la sua elevata incidenza. Da solo rappresenta l’80 per cento dei tumori cutanei e il 15 per cento di tutte le neoplasie dell’uomo. Il carcinoma a cellule squamose rappresenta invece il 10-15 per cento di tutti i tumori cutanei, seguito dal melanoma cutaneo, che colpisce cinque persone su cento, e da una serie di tumori più rari. In questo contesto non vanno dimenticate le cheratosi attiniche, che sono lesioni precancerose molto diffuse a elevata incidenza nella popolazione generale».

 

Quali sono le età più a rischio?

«L’incidenza dei tumori cutanei è bassa sotto i 50 anni e aumenta esponenzialmente con l’età. Nei giovani l’incidenza di carcinoma basocellulare è inferiore al 10 per cento e quella del carcinoma squamocellulare intorno all’uno per cento».

 

A Bologna quanto sono diffusi?

«A livello metropolitano nel 2023 abbiamo registrato circa duemila nuove diagnosi di carcinomi basocellulari e squamocellulari: tale dato mostra un’incidenza maggiore nel sesso maschile e una distribuzione spiccata nelle fasce d’età più avanzate (60-80 anni). Ma anche 700 nuovi casi di melanoma cutaneo (età media 50 anni, anche se l’incidenza tra i 25-40enni è in aumento). Infine, una cinquantina di casi di tumori rari: nel nostro centro abbiamo istituito una giornata dedicata proprio a queste neoplasie».

 

Cosa si può fare per prevenirli?

«Sappiamo che l’esposizione ai raggi ultravioletti costituisce uno dei principali fattori di rischio, ma anche che una corretta prevenzione riduce l’insorgenza e lo sviluppo dei tumori. Le raccomandazioni indicano di limitare l’esposizione solare nelle ore centrali (tra le 11 e le 15), di usare filtri solari con fattore di protezione elevata (Spf 30-50) e di indossare cappelli o magliette anti UV anche in spiaggia, soprattutto per i bambini. Infine, è importante evitare le lampade solari abbronzanti».

 

E in caso di diagnosi di tumore cutaneo?

«L’asportazione chirurgica del tumore rappresenta, nella maggioranza dei casi, il trattamento più efficacie. Per alcuni sottotipi di carcinoma basocellulare si possono utilizzare anche terapie fisiche come crioterapia, terapia fotodinamica o farmaci topici. Quando la chirurgia non è indicata si può ricorrere alla radioterapia. Per i tumori localizzati in aree ad alto impatto estetico-funzionale come il volto, nel nostro centro abbiamo la possibilità di effettuare una chirurgia a margini microscopicamente controllati (Mohs) che consente di ottenere la massima radicalità oncologica con conservazione dei tessuti sani».

 

Quali sono le prospettive terapeutiche più interessanti?

«L’introduzione dei farmaci a bersaglio molecolare per il carcinoma basocellulare ha rivoluzionato la terapia delle forme avanzate, non trattabili con la chirurgia, mentre l’immunoterapia per le forme avanzate di carcinoma squamocellulare sta offrendo risultati promettenti». La consapevolezza della gravità delle patologie che riguardano la pelle è in aumento, ma la prevenzione resta una delle armi più efficaci, così come la sensibilizzazione circa una corretta esposizione al sole. Soprattutto ora, in vista della stagione estiva.