Prevenzione: quando il corpo va 'fuori asse'
Prevenzione: quando il corpo va 'fuori asse'

C’È UN COMPITO tutto particolare del posturologo e dello specialista in medicina dello sport: armonizzare la relazione tra l’individuo e l’ambiente circostante, poiché la postura scorretta deriva appunto da una cattiva relazione tra l’uomo e lo spazio che lo circonda. I recettori principali sui quali si pone l’attenzione sono: i piedi, gli occhi, la bocca, la lingua, la pelle e l’orecchio. Le principali patologie legate ad una cattiva postura, derivano quindi dal deficit di uno o più di questi organi.

Un metodo elementare per valutarla? Appoggiatevi con la schiena al muro: se l'apice posteriore del vostro gluteo, dorso e cranio non poggiano naturalmente a questo, è probabile che la vostra postura sia scorretta.

I difetti che ne conseguono. A livello di spina dorsale: scoliosi, cifosi, curvatura laterale o spostamento del torace, lordosi. Portamento: ginocchia iperestese, ginocchia ruotate verso l'interno, inclinazione in avanti, asimmetria. A questo sistema in avaria si attribuiscono problematiche quali cefalee, cervicalgie, nevralgie, dorsalgie, lombalgie, lombosciatalgie, dolori alle spalle, alle braccia, alle anche, alle ginocchia, alle caviglie, clic mandibolari ecc... che ci complicano l’esistenza.

Ci sono mille modi per rovinarsi anche la schiena. Volontari e involontari. «Da ragazzina ho fatto balletto per correggere la postura: ero la più alta della classe e camminavo gobba per abbassarmi» racconta Magda Gomes che tempo fa andava a ruba fra i camionisti di tutta Italia per i calendari-tentazione. Il posturologo Gianni Chetta elenca sinteticamente alcune cause: scarpe, allattamento artificiale precoce con conseguenti disfunzioni dellalingua e quindi della deglutizione, stili di vita inadeguati (sedentarietà, stress ecc...), problematiche organiche primarie (alterazioni della vista), cui si aggiungono carichi eccessivi (lavori usuranti, cartelle e borse pesanti, bambini in braccio, gravidanza), terreni di gioco abnormi, allenamenti incongrui, attrezzi di palestra male utilizzati; posizione irregolare nei banchi di scuola, in macchina, al lavoro. Molti pongono tra le cause per le donne anche i tacchi a spillo, tradizionali simbolo di femminilità e di glamour. Si moltiplicano le controindicazioni per chi ne fa uso eccessivo con altezze “vertiginose”. Le belle inavvicinabili (per l’altezza) ai comuni mortali rischiano mal di piedi,alluce valgo,infiammazioni del tendine d'Achille, lesioni alla caviglia. Per quanto riguarda soprattutto le “spilungone” non necessitanti di tacchi a spillo, valorizziamo il privilegio di poter viaggiare con scarpe basse, lasciando il rischio obbligato alle più bassine. Se proprio non si vuol farne a meno, sono da preferire i tacchi a a base larga, con altezza non superiore ai 10 centimetri da portare in occasioni speciali, soprattutto se si ha difficoltà a camminare in modo sicuro senza oscillazioni,che tolgono anche naturalezza e leggiadria alle belle a tutti i costi. Sono da evitare anche le scarpe troppo basse, le cosiddette ballerine, che possono provocare vesciche, talalgie, fasciti plantari, perché la suola completamente piana costringe a una posizione sbilanciata all’indietro.

Il tutto si traduce nell’alterazione della postura, definita dallo studioso inglese Barlow: «La capacità di una persona di mettere in relazione le diverse parti del corpo in modo da assicurare la massima efficienza» Troppo spesso l’uomo, guidato dalla cometa della stupidità, è dov’è il suo cuore, non dov’è il suo corpo.