I cambiamenti ormonali che riguardano la menopausa possono manifestarsi in modo molto diverso da donna a donna: per durata, età in cui si presentano e per i differenti effetti psicologici e fisiologici. Si possono suddividere in 4 fasi: la premenopausa (precede la menopausa di qualche anno), la perimenopausa (il periodo appena precedente), la menopausa vera e propria e la post menopausa. In questa ultima fase – che comincia circa un anno dopo la fine del ciclo e prosegue sino ai 65 anni e oltre – il benessere percepito, rispetto agli eventuali fastidi menopausali (come le vampate di calore che diventano meno frequenti e intense) è maggiore.

Al contrario, chi non si è quasi accorta della menopausa, se non per l’assenza delle mestruazioni, durante la post menopausa – che rappresenta un cambiamento ormonale più importante – potrebbe subire qualche disagio in più. Infatti, dal punto di vista ormonale si verifica un aumento di FSH e LH e il calo definitivo degli estrogeni. Oltre all’eventuale rischio di varie patologie – tra queste l’osteoporosi e problemi a carico dell’apparato cardiovascolare – si possono presentare atrofia genitourinaria e una decisa secchezza vaginale, che in molte donne non si erano verificate prima, e che rendono difficili i rapporti sessuali e provocano irritazioni locali. Importante, in questo periodo, fare movimento soprattutto all’aria aperta per la benefica azione della luce. Per il rischio di un deficit di calcio e vitamina D (una delle condizioni che favorisce l’osteoporosi) occorre anche alimentarsi in modo corretto. Tra i cibi ricchi di calcio i formaggi stagionati, il latte, il pesce, i legumi e le verdure, Il tuorlo d’uovo, la frutta secca. Fonti di vitamina D ancora latte, formaggio, tuorlo d’uovo e pesce. Altri micronutrienti utili alla salute ossea (come la vitamina K e il magnesio) sono contenuti nelle verdure a foglia larga, nei legumi, e nella frutta secca.

Chiara Bettelli