"In tutti quelli che hanno visto gli effetti dalla pandemia (operatori sanitari, parenti delle vittime) il senso di colpa può sfociare nella sindrome del sopravvissuto. Un altro effetto del lockdown è la cosiddetta sindrome della capanna, cioè il timore a uscire, a riprendere le attività di prima. Cosa fare? Può essere utile una politica dei piccoli passi per riabituarsi con gradualità, riconquistando tempi e spazi in luoghi più conosciuti e già frequentati, senza timore di farsi aiutare, eventualmente avendo accanto una persona di fiducia". Così Maria Emilia Bonaccorso, caporedattore aggiunto Ansa, nel saggio Publiedit scritto con Massimo Cozza, psichiatra direttore del Dipartimento Salute Mentale ASL Roma 2 (diritti economici devoluti per intero all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani) esplora l’impatto della pandemia. Disturbi alimentari, insonnia, cambi repentini dell’umore, difficoltà di concentrazione o un’eccessiva sudorazione sono tutti segnali di disagio da riferire ai medici.