Mosaico, il test su larga scala per un possibile vaccino
Mosaico, il test su larga scala per un possibile vaccino

Trovare un vaccino per il virus HIV che sia in grado di prevenire l’infezione? Purtroppo non si è ancora giunti all’obiettivo, nonostante gli sforzi, perché il virus cambia spesso ed è difficile trovare una soluzione che sia in grado di proteggere efficacemente la persona sana. Su questo fronte, però, una notizia che fa sperare viene da una ricerca congiunta tra Italia, Europa, Paesi del Sud America e soprattutto USA. L’NIH (National Institute for Health), è infatti uno dei “capogruppo” della ricerca sul vaccino Mosaico, così chiamato perché contiene piccole parti di vari sottotipi di virus che circolano nel mondo. Al momento il preparato è già stato studiato anche su volontari sani, in cui ha dimostrato da un lato di essere ben sopportato sul fronte della sicurezza e di offrire una incoraggiante risposta del sistema difensivo dell’organismo nei confronti dei vari antigeni presenti. Lo studio clinico interventistico prevede l’arruolamento di 3.800 persone, in circa 55 centri in otto Paesi distribuiti in tre continenti. L’inizio dello studio è previsto negli Stati Uniti in queste settimane e, previa approvazione dalle autorità competenti locali, potrà avere luogo anche in Argentina, Brasile, Italia, Messico, Perù, Polonia, Spagna. E potrebbe aprire la strada ad un possibile impiego futuro nella prevenzione dell’infezione di diversi ceppi di virus HIV. «La prova della sua efficacia - spiega Adriano Lazzarin dell’Ospedale San Raffaele di Milano - la potremo avere solo a studio concluso. La complessità e variabilità dei processi di risposta immune innescati da HIV (linfociti B, linfociti T, cellule accessorie) nel singolo individuo lasciano purtroppo margini di imprevedibilità, e questo trial sarà una buona opportunità per conoscerli meglio».

STRATEGIA D’ATTACCO contiene piccole parti di diversi sottotipi di virus circolanti nel mondo. Lo studio coinvolgerà 3.800 persone