Naso chiuso che gocciola, occhi che lacrimano, starnuti, pruriti al naso, agli occhi e talvolta anche al palato. Sono i sintomi dell’oculo-rinite, la reazione allergica ai pollini. Secondo l’Istituto superiore di sanità, in Italia si stima una prevalenza delle riniti allergiche del 10-20%, a seconda delle zone e delle stagioni, con un trend che sembra essere in crescita negli ultimi anni. Quindi possiamo dire che in primavera, la stagione ’regina’ delle impollinazioni, una persona su cinque soffre di questi disturbi con sintomi che possono culminare nell’asma bronchiale con tosse secca, stizzosa, affanno respiratorio e talvolta una respirazione accompagnata da sibili.

"Le riniti allergiche non devono essere trascurate – afferma Rosa Micoli, allergologa di Humanitas Gavazzeni, Bergamo – Ci sono pazienti che partono solo con sintomi alle alte vie respiratorie, quindi naso e occhi, e poi, negli anni, sviluppano l’asma bronchiale. Le cure, quindi, oltre a fare stare meglio nell’immediato, evitano l’aggravarsi della malattia".

Che armi abbiamo contro le allergie da pollini?

"La vaccinazione, cioè l’immunoterapia specifica, è l’arma principale, più efficace e sicura per combattere le allergie. Gli antistaminici possono essere i rimedi last-minute per chi non si è vaccinato. La terapia vaccinale fa sì che il sistema immunitario sviluppi gradualmente tolleranza agli allergeni. Risultato: i disturbi allergici diminuiscono e spesso spariscono. Per questi motivi l’immunoterapia specifica è l’unico trattamento capace di agire sulle cause e non solo sui sintomi della malattia, modificando la storia stessa della malattia in oltre l’80% dei casi".

Qual è il meccanismo d’azione delle allergie?

"Il sistema immunitario, che ci difende da virus e batteri, individua come ‘pericolose’ alcune sostanze innocue come pollini, acari della polvere, alimenti, e così via. Queste sostanze, verso le quali il sistema immunitario ‘perde la tolleranza’, si chiamano allergeni. Il problema sta nel fatto che quest’errata ipersensibilità genera una risposta sbagliata ed eccessiva del sistema immunitario con meccanismi che possono creare malessere a tutto l’organismo".

Quali sono i pollini più temibili?

"Quelli di betulla, graminacee, parietaria e ambrosia, che danno più spesso origine a sintomi respiratori importanti".

Come si arriva alla prescrizione del vaccino anti-allergico?

"Con l’impegnativa del medico di famiglia si va dall’allergologo che sottopone il paziente a un test diagnostico a risposta immediata: il ‘prick-test’, che consiste in una serie di micro-punture sugli avambracci. Su ogni punto viene deposta una goccia di allergene diverso. Dove per reazione si sviluppa prurito e gonfiore, il classico ‘ponfo rosso’, significa che c’è allergia al prodotto. In base al diametro del ponfo formatosi, si deduce l’intensità dell’allergia. E saranno queste le indicazioni che, accanto a un eventuale esame del sangue (dosaggio Ige specifiche) e dei ricombinanti molecolari in secondo livello, permetteranno all’allergologo di ordinare il vaccino su misura per ogni paziente".

La cura per i pollini, che dura alcuni mesi, deve iniziare prima della fioritura delle piante alle quali si è allergici e continuare per tutta la stagione (trattamento pre-costagionale). Deve comunque essere ripetuta per almeno 3 anni consecutivi. Alla fine, i benefici rimarranno stabili.