Foto; magicmine / iStock
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Sono state rilevate nell’acqua, nei biberon, nel cibo, sull’Everest e ora perfino a dentro la placenta dei feti ancora nella pancia della mamma: le microplastiche, piccole particelle di materiale plastico generalmente più piccole di 1 millimetro, raggiungono i punti più impensabili. L’ultima scoperta a riguardo ha appunto individuato le sostanze a stretto contatto con i nascituri. A lanciare l’allarme è stato uno studio guidato dal dottor Antonio Ragusa, direttore di ostetricia e ginecologia presso l'Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli di Roma.

Microplastiche provenienti da imballaggi e cosmetici

Le minuscole particelle di plastica sono state osservate nella placenta (l’organo dedicato agli scambi metabolici tra la madre e il feto) di quattro donne in dolce attesa e in piena salute. Gli esperti hanno trovato le sostanze sia sul lato materno sia sul lato fetale della placenta, così come all’interno della membrana in cui il bambino si sviluppa. Le microplastiche rilevate sono state 12, ma lo studio ha analizzato solo il 4% di ciascuna placenta, perciò è molto probabile che il numero sia sottostimato. Le particelle, caratterizzate da una dimensione media di 0,01 millimetri, erano colorate di blu, rosso, arancione e rosa: ecco perché gli accademici sono convinti che provengano da imballaggi, vernici o cosmetici usati delle mamme.

I rischi sul sistema immunitario dei bambini

Sul paper dello studio, pubblicato sulla rivista Environment International, si legge che le microplastiche erano talmente piccole che molto probabilmente sono giunte in quella zona tramite il flusso sanguigno, anche se gli esperti non sono riusciti a capire se fossero o meno entrate nell’organismo dei feti. Se il reale impatto delle microplastiche sulla salute umana è ancora in parte sconosciuto, gli autori della ricerca sostengono a livello della placenta siano in grado di trasportare sostanze chimiche potenzialmente dannose per lo sviluppo del sistema immunitario del futuro neonato: “È come avere un bambino-cyborg: non più composto solo da cellule umane, ma da un misto di entità biologiche e inorganiche. Le madri sono rimaste scioccate”, ha detto il dottor Ragusa.