"Il paziente è sempre al centro"
"Il paziente è sempre al centro"

IMMERSA nel pregiato contesto del parco di San Rossore, la casa di cura omonima è molto più che un presidio di sanità privata: come spiega il presidente Andrea Madonna, è «un piccolo ospedale al servizio della comunità pisana, toscana in generale con un bacino di utenza che va oltre i confini della nostra regione grazie anche alla presenza di eccellenti professionisti in campo medico, chirurgico e diagnostico». Il principio fondante sul quale si basa l’assistenza fornita dalla Casa di Cura San Rossore è quello della «centralità del paziente», garantendo una corretta informazione sull’organizzazione e sull’accesso ai servizi e sugli interventi diagnostici, terapeutici e riabilitativi necessari. La clinica pisana è all’avanguardia ed è tra le poche realtà italiane ad avere un acceleratore lineare top di gamma per la cura radioterapica dei tumori. «Ha solo tre anni di vita – sottolinea Madonna – e ha subito un upgrade lo scorso mese che lo rende una macchina tra le più performanti sul mercato e che abbiamo messo a disposizione, in convenzione, anche dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana. In un mondo dove è difficile investire, noi sulla macchina True Beam con il collimatore ad alta definizione abbiamo speso 5 milioni di euro tre anni fa e un altro milione per il recente upgrade: questo ci permette di eseguire trattamenti ad altissima precisione nella cura radioterapica dei tumori. Crediamo che siano investimenti necessari e che qualificano una struttura che ha scelto di mettere il paziente al centro del nostro progetto».

In questo contesto si inserisce anche la Breast Unit che avete realizzato recentemente.

«È un progetto di cui andiamo orgogliosi. Un percorso costruito insieme al professor Alberto Luini, ex primario dello Ieo. Nella Breast Unit proponiamo un approccio chirurgico oncoplastico, diventato un centro di riferimento nazionale grazie anche al dottor Claudio Calabrese e multidisciplinare con oncologia, senologia, anatomia patologica, radioterapia, psichiatria, chirurgia plastica, anestesiologia e sono attivi, inoltre, quattro posti letto di terapia intensiva».

San Rossore vanta anche una lunga e consolidata tradizione di successi nella cura delle malattie della tiroide

«Presso la nostra struttura un luminare endocrinologo come Adolfo Pinchera costituì la base della sua attività libero-professionale e della conseguente attività chirurgica. Noi abbiamo perpetuato i suoi insegnamenti anche grazie al lavoro di endocrino-chirurghi come il professor Paolo Miccoli e la sua équipe che ancora oggi fanno della Casa di Cura di San Rossore un centro di riferimento per il trattamento e la cura delle patologie della tiroide».

Le nuove sfide invece quali sono?

«Innanzi tutto confermarci ai livelli raggiunti anche negli anni a venire. Siamo privati puri e per continuare ad esistere raccogliendo successi non dobbiamo smarrire la nostra mission: la centralità del paziente, appunto. Questo lo si fa, restando competitivi sul mercato, offrendo prestazioni al top, garantite da professionisti eccellenti e da apparecchiature all’avanguardia, ma anche continuando ad andare incontro a una domanda esistente anche in un territorio dove la sanità pubblica è di altissimo livello. Abbiamo stretto rapporti con tutti i principali gruppi assicurativi e questo permette ai nostri pazienti-utenti che hanno un’assicurazione di usufruire gratuitamente in tempi rapidi di prestazioni di straordinaria qualità».